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REAZIONI
AL LIBRO “SGUARDO DI FEDE SUL CORANO”
Due reazioni esplicite, l’una
d’appoggio, l’altra di
rifiuto, hanno fatto seguito alla pubblicazione del libro
“Sguardo di
Fede sul Corano”.
La prima reazione è un articolo scritto dallo Cheikh ZY
(Dignitario
dell’Alto Consiglio Giuridico Islamico). Questo articolo di
sostegno
doveva essere pubblicato in un giornale arabo islamico.
Quest’uscita fu
impedita, ma l’autore dell’articolo ne ha inviata
una copia, firmata di
suo pugno, al Dottor M. riproducendocene il contenuto tradotto
dall’Arabo.
Prima reazione:
Articolo dello Cheikh Z Y
Egr. Sig. Insegnante
A proposito del libro “Sguardo di Fede sul Corano”:
un nuovo libro
dello studioso cristiano Dottor M. è stato terminato il 13
ottobre
1984. Il libro è composto di 136 pagine di medie dimensioni
; è diviso
in quattro capitoli:
1° capitolo: Il ritorno al testo coranico.
2° capitolo: I punti di controversia.
3° capitolo: I principali punti d’incontro.
4° capitolo: Invito alla riflessione.
L’autore menziona nell’introduzione un versetto
coranico: “O voi, ai
quali è stato dato il Libro (La Bibbia : Torah e Vangelo),
credete in
ciò che abbiamo fatto scendere (il Corano) a conferma de le
Scritture
che sono presso di voi” (Corano IV ; le Donne, 50).
L’autore dice che
questo libro è uno studio succinto dell’intenzione
divina originale,
uno studio che invita all’apertura con fede al Corano e dal
Corano al
Vangelo e alla Torah, che sono confermati dal Corano. Poiché
il Corano
afferma di attestare questi due predecessori e non di contestarli. In
effetti, il Signore dice ai credenti nel Corano: “e dite: Noi
crediamo
in ciò che è stato fatto scendere a noi (il
Corano) e che è stato fatto
scendere a voi (la Torah e il Vangelo)” (Corano XXIX ; il
Ragno, 45).
L’autore dice: “Io prego il lettore di aprirsi con
obiettività al
contenuto di questo libro elevandosi al di sopra della
mentalità del
rito alla quale egli appartiene e di tutte le mentalità
confessionali
ristrette. Il nostro scopo è di liberarci dello spirito di
congregazione confessionale e dell’abominevole razzismo
religioso
inconsciamente infiltratisi in ognuno di noi e da cui non possiamo
liberarci se non tramite la conoscenza, la vera conoscenza di
ciò che
Dio ha detto nell’ispirazione. E’ questa conoscenza
che è capace di
liberarci dalle catene della tradizione e dai pregiudizi che ci fanno
deviare dagli insegnamenti della Bibbia e del Corano.
L’autore si
appoggia al versetto coranico: “Quelli ai quali demmo il
Libro (la
Bibbia) primo di esso (il Corano), credono in quello (al Corano), e
quando la parola (il Corano), viene loro recitata, dicono:
‘Noi
crediamo in essa; essa, certamente, è la verità,
da parte del nostro
Signore, e noi, invero, eravamo muslim già prima che essa
giungesse’, A
quelli verrà data la loro mercede due volte”
(Corano XXVIII ; la
Storia, 52-54).
L’autore aggiunge: “Ciò che consola il
cuore di tutti i veri credenti
in relazione a questo versetto, è, da un lato,
l’apertura dei Cristiani
al Corano nel passato, senza fanatismo, e dall’altro lato la
doppia
benedizione di Dio quando essi dicono di essere musulmani prima del
Corano. Se il Cristiano proclamasse oggi di essere musulmano prima del
Corano, egli susciterebbe contro di lui l’astio di molti
Cristiani e di
Musulmani tradizionalisti. Qui appare l’abisso tra la
volontà originale
di Dio e le tradizioni prodotte dagli uomini che si sono discostate da
essa”.
L’autore si stupisce che malgrado la testimonianza del Corano
in favore
della Torah e del Vangelo, molte volte ripetuta, si siano trovati molti
studiosi che hanno voluto interpretare i versetti del Corano
indipendentemente dalla Bibbia: come se la Bibbia li disgustasse. Essi
si gloriano, al contrario, del non riferirsi alla Bibbia. Per questo la
loro interpretazione è divenuta estranea alla logica
dell’ispirazione.
Essa porta in sé il germe delle divisioni tra fratelli,
mentre il
Corano ha chiesto di non separare i profeti e ciò che Dio ha
loro
ispirato. Il Corano dice: “Né disputate con la
gente del Libro, se non
nel modo più acconcio (il migliore degli argomenti),
eccettuati quelli di essi (della Bibbia) che agiscono ingiustamente con
voi, e dite: ‘Noi crediamo in ciò che è
stato fatto scendere a noi (la
Bibbia) e che è stato fatto scendere a voi (il Corano); il
nostro dio e
il vostro dio sono un dio unico, e noi a lui siamo rassegnati
(muslim)’
” (Coran XXIX ; il Ragno, 45).
L’autore aggiunge: “Tutti coloro che leggono la
Bibbia ed il Corano con
obiettività, senza pregiudizi, cresceranno in perspicacia e
comprenderanno che alcune storie bibliche sono anche riportate dal
Corano: dalla Creazione del mondo passando da Noè ed Abramo
e i dodici
Apostoli, dalla rottura dell’alleanza da parte degli Ebrei e
infine la
menzione del Messia che il Corano riporta con molto rispetto ed onore.
Perché dunque allontanarsi dal Corano, perchè
dunque allontanarsi da
uno dei due Libri in particolare, dato che la Bibbia dona un
accrescimento di luce, rischiarando l’ispirazione coranica?
Parecchi di
coloro che discutono della religione lo fanno con entusiasmo, ma senza
conoscenza di ciò che è stato ispirato nella
Bibbia e il loro
entusiasmo ignorante li fa cadere nella rete del fanatismo e
quest’attitudine è abominevole per Dio e i suoi
profeti”.
L’autore dice ancora che, come Cristiani, noi comprendiamo
l’essenza
dell’Islam a partire da ciò che il Corano stesso
dice dell’Islam,
purificandolo da tutti i tratti tradizionalisti che sono venuti come
dei parassiti che hanno deformato, nei secoli, attraverso gli
avvenimenti, la purezza del viso dell’Islam.
L’autore scrive ancora:
noi abbiamo perfettamente capito che agli occhi del Corano, il
Musulmano (il sottomesso) è colui che volge il suo viso
verso Dio e
opera il Bene, “quegli afferra l’ansa
saldissima” (Corano XXXI ;
Luqman, 21). Poiché alcuni sottomettono il proprio viso a
Dio, ma non
fanno il bene, beato il Musulmano che ha sottomesso il suo viso a Dio e
che ha fatto il bene sforzandosi di comprendere e leggendo i Libri che
il Signore ha ispirato. Beato questo uomo musulmano, cristiano o pagano
che sia.
L’autore attesta di nuovo dicendo: “Questo studio
mira ad inculcare lo
spirito di apertura e di buona intesa tra i fedeli di buona fede, i non
razzisti, i non fanatici di tutte le confessioni, senza compromesso
alcuno. I credenti di tutte le confessioni che giungeranno a liberarsi
di tutti i pregiudizi verso i Libri santi, realizzeranno, leggendo i
Libri divini ispirati, con calma e al riparo delle sfide e delle
provocazioni e delle idee personali, che quest’Ispirazione
è Unica. La
sua Sorgente è Una, ed essa viene da un solo Dio. Essi
scopriranno con
gioia che sono fratelli e amici abbracciandosi reciprocamente dopo aver
creduto per tanto tempo di essere nemici mortali”.
Il Dottor M. dice: “Ho chiamato questo libro
“Sguardo di Fede sul
Corano” poiché, rispetto agli uomini, io sono
prete e Cristiano e,
secondo loro, un Cristiano non crede al Corano, benché il
Corano non
sia monopolio di nessuno. Esso è l’ispirazione di
Dio indirizzata a
tutti coloro che amano la vita spirituale e aspirano a sublimare i loro
pensieri per sedersi accanto al Creatore e vivere eternamente del suo
soffio e in sua compagnia”.
Il Dottor M. dice: “Io credo in Dio, io credo in
Gesù, il Cristo di Dio
e credo nel suo profeta Maometto. Io credo che non ci siano che due
comunità, non ce n’è una terza : La
comunità dei credenti benedetti e
la comunità dei fanatici banditi, appartenenti ad ogni
popolo, ogni
nazione ed ogni religione”.
E noi, a nostra volta, salutiamo il Dott. M, quest’anima
generosa, per
aver attirato la nostra attenzione con tanta bontà, come noi
abbiamo
salutato prima di lui, l’ambasciatore Nasri Salhab, sperando
di vedere
molti altri di questi libri di fede che hanno le loro conseguenze.
Firma del Reverendo Cheikh
Z Y
Seconda reazione :
Risposta agli articoli dello Cheikh KR
La seconda reazione consiste in una
serie di cinque articoli scritti dallo Cheikh KR e apparsi in una
rivista araba, il Dottor M. ha risposto in un giornale ai primi quattro
articoli.
Ecco la traduzione della risposta del Dottor M.
Unità di fede, non elusione di testi
Ho letto nella rivista, la vostra reazione al mio libro
“Sguardo di
Fede sul Corano: Unità d’Ispirazione
Biblico-Coranica”. Io rispondo a
voi Reverendo perchè degli amici intimi, autentici
Musulmani, mi hanno
chiesto con insistenza di farlo, dopo essere stati convinti dalle mie
risposte ai vostri attacchi. Essi mi hanno dunque domandato di
rispondere pubblicamente affinchè nessuno, incluso voi,
creda che voi
abbiate ragione.
Permettetemi innanzitutto di attirare la vostra attenzione su alcune
osservazioni. Voi avete detto: “L’autore si
è sforzato di mettere
d’accordo i testi della Torah, del Vangelo e del Corano. Da
dove gli
verrebbe questo?... La verità è che egli
è inciampato nel suo stile di
conciliazione e ha rasentato la verità, in modo che la
conciliazione è
divenuta elusione”. Voi ripetete ciò
nell’introduzione, sempre uguale,
dei quattro articoli pubblicati dalla rivista. Ora, nel mio libro, e
contrariamente a ciò che voi dite, io non ho fornito un solo
sforzo “di
conciliazione”. Un tale sforzo non si riesce a capire che tra
testi che
si contraddicono o che si oppongono; questo non è il caso
dei Libri
ispirati. Parlare di conciliazione tra i Libri ispirati, sarebbe come
riconoscere che non sono in armonia tra loro. Ora, niente di tutto
questo. E per questo che vedo che voi avete ragione nel dire, a
proposito di conciliazione: Da dove gli verrebbe tutto
questo?...”
poiché il problema non esiste in partenza. Ho provato a
mettere un
accordo tra i credenti di questi Libri ispirati, non tra i Libri
ispirati stessi che, fin dall’inizio, sono in accordo.
E’ per questo
che voi mi biasimate ? Se questo sforzo di conciliazione tra credenti
è
un peccato, io merito dunque l’inferno, poichè
brucio di zelo per
vedere i credenti d’accordo e uniti con amore attorno al Dio
unico. E
come potrebbe non esserci armonia tra i Libri di Dio? Il Corano
dichiara esplicitamente che conferma la Bibbia, non che la contraddice,
e che il Dio del Corano è lo stesso di Quello della Bibbia,
come ho
dimostrato nel mio libro appoggiandomi a dei versetti coranici che
ripeto qui:
“O Voi, ai quali è stato dato il Libro (la Bibbia)
: Credete in ciò che
Abbiamo fatto scendere (il Corano) a conferma de le Scritture che sono
presso di voi (la Bibbia)” (Corano IV ; le Donne, 50).
Ora, ciò che la “gente del Libro ” aveva
con sè, nel VII secolo d.C.
era la Bibbia nel suo testo attuale. Il Corano avrebbe testimoniato a
favore della Bibbia se questa fosse stata falsificata -a vostro dire-
nei secoli precedenti?
Il Corano dice anche alla gente del Libro: “il nostro Dio e
il Vostro
Dio sono un Dio Unico (Lo stesso) e noi a Lui siamo rassegnati
(muslim)” (Corano XXIX ; il Ragno, 45).
La conclusione logica di queste parole ispirate è che:
credere al Dio
del Corano, è credere al Dio della Bibbia, al quale noi
siamo tutti
“rassegnati” (cioè
“musulmani”). Infatti il Corano ritiene che gli
apostoli di Gesù-Cristo fossero
“musulmani” persino prima della venuta
del Corano. La sana logica ci conduce a concludere che uno stesso Dio
emana una sola ispirazione, un’intenzione divina unica e un
solo piano
di salvezza che occorre sforzarsi di scoprire senza stancarsi fino a
pervenire allo scopo che, con la grazia di Dio, ci renderà
felici e ci
illuminerà. In effetti, l’intenzione di Dio
è una nella Bibbia e nel
Corano, anche se lo stile e la forma letterale sono differenti. Questi
ultimi dipendono dalla società, dal luogo e dal momento in
cui
l’ispirazione fu donata. Dio, come voi sapete, parla ad ogni
popolo
secondo il proprio linguaggio e la propria mentalità come
rivela il
Corano: “Non mandammo mai alcun apostolo, che non abbia
parlato nella
lingua del proprio popolo...” (Corano XIV ; Abramo, 4).
Ciò che mi sforzo di cercare, è
l’unità di fede che esiste dall’origine
nei Libri celesti ispirati da Dio in lingue differenti, secondo le
società alle quali Dio si è indirizzato. Non ho
mai tentato di trovare
un accordo tra questi Libri ispirati, come dite voi: “ Da
dove gli
verrebbe tutto questo?...”, dal momento che questo accordo
c’è già?
La mia intenzione appare nel titolo del mio
libro:“Unità d’Ispirazione
Biblico-Coranica” e non certo “Tentativo di
conciliazione tra la Bibbia
ed il Corano”.
Per questo non ho compreso la ragione della vostra foga. Tanto
più che
parecchi credenti rispettabili e buoni musulmani istruiti si sono
congratulati con me per questa lieta iniziativa, fra cui saggi capi
religiosi che voi conoscete e che vi conoscono. Per di più,
fin
dall’inizio, ho messo in guardia il lettore, per poco
ch’egli sia
attento, avvisandolo che “questo libro è uno
studio succinto del
concetto autentico dell’ispirazione divina. Esso invita ad
aprirsi con
fede all’ispirazione coranica, e tramite questo, al Vangelo e
alla
Torah confermati dal Corano. E’ uno sguardo di fede
sull’ispirazione
divina in generale per radunare i credenti mediante la scoperta
dell’unità d’ispirazione
biblico-coranica...”.
Così, come avrà rimarcato il lettore attento, il
filo conduttore delle
mie ricerche è chiaro: E’ scoprire
l’unità della fede già esistente nei
Libri ispirati e non uno sforzo di conciliazione tra i Libri.
Adesso, permettetemi, Reverendo Cheikh, di esprimere la mia delusione e
il mio rammarico, sentimenti condivisi con altri, per lo stile
sprezzante, astioso e provocatorio che voi avete adottato nella vostra
risposta, non che mi consideri una personalità importante,
non lo sono,
ma perché sono un uomo semplice, un uomo che voi Reverenza
ignorate,
con la propria dignità umana. Il profeta Maometto non ha mai
agito come
voi, ma ha scelto la migliore delle attitudini e l’ha
raccomandata ai
credenti. Noi ci saremmo attesi da parte di un uomo di religione una
discussione e un dialogo con la “migliore” delle
attitudini secondo il
comandamento coranico. Tanto più che, nella vostra
introduzione, voi
dite :“Ho ricorso a Dio Onnipotente affinché mi
ispiri il Bene e la
buona logica”. Ora, io constato che voi siete ricorsi ai
poeti, ai
filosofi e agli uomini di scienza, non a Dio. Nel nome di Dio, io vi
chiedo dunque: come potete accusarmi di elusione, dato che mi riferisco
alle Sue Parole nel libro luminoso del Corano e non a idee umane?
Voi avete ancora provato fintanto che avete potuto –e voglio
credere
che questo fosse in buona fede- a sfigurare il contenuto del mio libro,
non menzionando alcuna idea positiva. Voi avete parlato del triteismo
come se io credessi in tre dei, nonostante, io l’avessi
denunciato come
un’eresia. Voi avete parlato della divinità del
corpo di Cristo mentre
io parlo dello Spirito che ha animato questo corpo creato come il corpo
di Adamo. Ho spiegato perché il Cristo, solo, è
considerato dal Corano
come lo Spirito di Dio. Per questo ho detto che avete tentato di
sfigurare il contenuto del mio libro menzionando delle
mezze-verità,
difendendo con entusiasmo l’unità di Dio,
unità alla quale io credo
senza i vostri lunghi discorsi. Voi avete sfigurato, a vostra
convenienza, alcuni passaggi del mio libro, davanti a persone che
l’ignorano, senza menzionare un solo punto positivo,
presentandolo come
non contenente che animosità e odio nei confronti del
Corano,
dell’Islam e della Verità. Anche il contrario
è vero, a me basta la
testimonianza della mia coscienza e l’appoggio dei miei buoni
amici,
autentici Musulmani. E che Dio vi perdoni, Reverendo e rispettabile
Cheikh KR!
Tuttavia prego ogni lettore di prendere conoscenza del contenuto del
mio libro prima di esprimere un giudizio. (Oggi, si trova sul sito:
http://www.pierre2.org).
Colgo l’occasione per informare i lettori e voi stesso,
Reverendo, che
il mio libro è stato tradotto in francese e sta per essere
tradotto in
lingua inglese, tedesca e italiana se Dio lo vorrà. Questa
opera ha
seminato nei cuori di molti credenti in Occidente, l’amore
per il
Corano, il suo nobile profeta e l’Islam. Essa ha contribuito
a
distruggere il fanatismo cieco, soprattutto in Occidente, presentando
il Corano nella sua purezza, il profeta Maometto nella sua
limpidità e
l’Islam nella sua innocenza, non un Islam intollerante,
sconfitto e
diviso -come lo è anche il Cristianesimo- a causa
dell’integralismo
astioso delle due comunità. E’ per questo che la
mia anima esalta Dio
in ragione di queste traduzioni, poichè la fede, la Bibbia,
il Corano,
i profeti, gli apostoli, il Cristianesimo e l’Islam non sono
monopolio
di alcuno; nessuno può pretendere di limitarli, quali che ne
siano la
gerarchie e la cultura.
E’ la ragione per la quale mi soffermo sui vostri discorsi
Reverendo,
nella rivista: “Ogni profeta veniva ad annullare la legge del
suo
predecessore a causa di alleanze e di tempi diversi, finchè
Dio ha
messo fine alla profezia, compiendo il suo messaggio con
l’ultimo dei
suoi profeti : Maometto. Così, la legge di Maometto ha
annullato quella
di Gesù. Ora, tra Gesù ed il nostro Profeta
(Maometto) non vi sono
altri profeti ; sappiamo dunque da questo fatto che non è
permesso
praticare altra religione che l’Islam”.
Mi stupisco, Reverendo, che voi consideriate il profeta Maometto come
“vostro” profeta ; egli è il profeta di
Dio, il profeta dell’Universo,
di tutti coloro che credono in lui e di cui io faccio parte. Non
è
monopolio di nessuno, ma siamo noi che gli apparteniamo. Nessuna
comunità può dire di un apostolo o di un profeta
che è il proprio, o
del Messia :“Nostro Messia”. Poiché
questi inviati hanno una dimensione
più grande della nostra capacità e nessuno
può appropriarsene. La fede,
i profeti, gli apostoli e Dio sono per tutti, che lo si voglia
ammettere oppure no!
In seguito voi parlate, Reverendo, della “Legge di
Gesù”. Gesù, però,
non ha mai stabilito altra “Legge” che quella
dell’Amore, della
giustizia e del giudizio della coscienza matura. Come potrebbe una tale
“Legge” essere abolita? E’ il Corano a
parlare dell’abolizione della
“Legge” di Gesù tramite Maometto o
questi non sono che pensieri umani?
Il Vangelo dice: “Perchè la legge fu data per
mezzo di Mosè, la grazia
e la verità vennero per mezzo di Gesù
Cristo” (Giovanni 1,17). Quanto a
ciò che voi dite: “Non è permesso
praticare altra religione che l’Islam
e che la religione agli occhi di Dio è
l’Islam”, io sono tra coloro che
predicano questo con una fede ardente e vivente. Io predico
l’Islam
coranico non confessionale e fanatico, diviso e squarciato dalle sue
contraddizioni. Il beneamato profeta Maometto ha detto:
“Siate attenti,
non ridiventate dopo me degli empi picchiandovi gli uni gli
altri”
(Discussione N° 204).
La numerazione delle Discussioni del Profeta è tratta dal
libro arabo “Manhal al Waridin” dello Cheikh Sobhi
Saleh.
Dov’è dunque l’Islam oggi? Lo vedete
nelle differenti comunità
musulmane che si uccidono? Dov’è la fede oggi? Me
lo chiedo con
desolazione e tristezza poichè il mio amore per la fede, il
Dio unico,
il Corano e l’Islam è profondo, ma rattristato.
Di quale Islam parlate Reverendo? Voi siete in una valle ed io in
un’altra... e medito con desolazione le parole del beneamato
profeta
Maometto nelle sue “Discussioni” spirituali:
“Verrà un tempo in cui non
resterà del Corano che il suo disegno e dell’Islam
che il suo nome. Le
genti si vanteranno dell’Islam, ma ne saranno le
più lontane ”.
Questo tempo è venuto con l’apparizione del male
incarnato nell’entità
israeliana. Quest’entità, voi lo sapete, annuncia
un cristo sionista e
rinnega Gesù, il vero Cristo.
Questo “cristo” d’Israele è
l’Anticristo di cui hanno parlato il
Vangelo e il profeta Maometto in diverse sue
“Discussioni” spirituali
in cui egli dice tra l’altro: “Io non temo per voi
che l’Anticristo. Se
apparisse mentre io sono con voi, io confuterei i suoi argomenti, ma se
apparisse quando io non sarò più con voi, allora
spetterà a ciascuno
trovare gli argomenti (contro di lui) e Dio sarà allora il
mio
successore presso ogni musulmano” (Discussione
N°1806).
L’Anticristo sionista è apparso ingannando
l’umanità e il beneamato
Maometto non è con noi. In questo caso, ogni uomo oggi
è responsabile
dei suoi argomenti e Dio è l’unico successore di
Maometto presso i
credenti, fino alla fine del mondo. Io dico a tutti coloro che
pretendono di essere i successori di Maometto: “Voi vi
sbagliate!
Questo non è vero, poichè il profeta beneamato
stesso ci ha messo in
guardia lui, dicendoci che ora non v’è altro
successore che Dio”. Io
credo e la mia fede è ferma e profondamente stabile, che noi
abbiamo
raggiunto il momento in cui ogni uomo deve cercare da sé
stesso i suoi
argomenti per giustificare la sua coscienza e la sua fede davanti a
Dio. Oggi, Dio stesso prende le redini nelle sue mani per dirigere
tutti i Musulmani, di cui faccio parte.
Permettetemi ancora di ricordarvi, Reverendo, ciò che
riporta il
Corano: “Dicono i beduini: ‘noi
crediamo’. Dì loro: voi non credete;
dite piuttosto: ‘abbiamo abbracciato l’Islam;
poiché la fede non è
ancora entrata nei vostri cuori” (Corano XLIX ; Le Stanze
Interne, 14).
Quest’Islam dei Beduini è quello che è
diffuso oggi. Il beneamato
profeta ci ha messo in guardia sull’incontro di questo genere
di fede e
di questo “Islam” che rigetto e denuncio. Sono
numerosi questi
“Beduini” moderni che dicono: “Noi
crediamo e siamo musulmani”, ma non
sono né credenti né musulmani, avendo consegnato
(islamizzato) la loro
faccia non a Dio, ma ad Israele, il nemico di Dio e odiandosi tra loro.
Gli esempi sono numerosi nei paesi Arabi ed io non sono il solo ad
essere desolato e triste del tradimento dei Musulmani verso
l’Islam
autentico, come non sono solo nel mio dolore nel vedere i Cristiani
tradire il vero Cristianesimo.
Mi sono appoggiato, nelle mie ricerche, alle parole di Dio e alle sue
direttive, mettendo in pratica il suo comandamento di non discutere di
soggetti religiosi se non partendo da un “Libro
Luminoso”. Il Libro
Luminoso che ho preso per guida è il Corano come ho
menzionato nel mio
libro in cui dico: “Dio esige dai credenti la prudenza nella
ricerca
delle verità spirituali. Egli domanda loro di appoggiarsi
sempre a
Libri ispirati e di ignorare le dicerie propagate dai creatori di
disordini. Dio ci mette in guardia dicendo: ‘Vi sono degli
uomini che
discutono di Dio senza averne conoscenza, senza aver ricevuto nessuna
direttiva, senza essere guidati da un Libro luminoso’ (Corano
XXII ; il
Pellegrinaggio, 8). Il Libro luminoso al quale noi siamo ricorsi per
comprendere lo spirito del Corano è il Corano
stesso”.
Quanto a voi, Reverendo, cercando di dimostrare a tutti i costi che il
Vangelo è falsificato, voi avete fatto ricorso alle opinioni
di alcuni
“studiosi occidentali”, trascurando di ricorrere a
quelli dell’Oriente
fra cui due grandi studiosi musulmani, i defunti Reverendi Muhammad
Abdo e Afaghani che hanno confermato con fermezza
l’autenticità della
Bibbia. Quanto avrei voluto che voi, in qualità di uomo di
religione,
mi aveste risposto partendo dai testi coranici. Solo essi possono
convincermi. Avevo pertanto messo in guardia i lettori del mio libro,
dicendo che uno dei principi, il più importante, nella mia
ricerca, e
questo perché tengo prima di tutto a salvaguardare la fede,
consiste
nel continuo ritorno al testo del Corano per evitare ogni smarrimento.
Il lettore calmo e posato ha, senz’alcun dubbio, rilevato
questo punto
che, nella mia ottica, è della più grande
importanza. Voi trovate
questo principio menzionato nel mio libro.
Gli studiosi ai quali siete ricorsi nelle vostre risposte hanno
smarrito molte persone. E’ per questo -e quale che sia
l’eminenza della
loro scienza e della loro cultura- che preferisco a loro il Libro
luminoso e le sue direttive.
Voi vi siete sforzato con un accanimento stupefacente a trovare delle
prove non coraniche per dimostrare la falsificazione della Bibbia, e
particolarmente del Vangelo, come se voi odiaste questo Libro Santo. Il
vostro lavoro è condannato da Dio nel Corano che, come
dimostrerò più
avanti, considera “perditori” coloro che rifiutano
il Vangelo (Corano
II; la Vacca, 115). Voi avete evitato di riferirvi al Corano e voi vi
siete appoggiati ad una lunga lista di “sapienti”
occidentali,
anti-biblici. Permettetemi dunque, Reverendo, di attirare la vostra
attenzione su quattro punti:
1) Trovare una prova della falsificazione del Vangelo -e non ne esiste
una- equivale a contraddire il Corano che lo attesta. Voi presentate la
traduzione biblica della Vulgata come prova della falsificazione delle
Sante Scritture. Questa traduzione, come sapete, venne fatta da San
Gerolamo, partendo dall’ebraico per l’Antico
Testamento e dal greco per
il Nuovo Testamento. Tradurre la Bibbia non significa falsificarla. La
traduzione è stata chiamata “Vulgata”,
cioè “popolare”, perchè fu
tradotta in latino, la lingua “popolare” ed
universale dell’epoca. Che
male c’è nel tradurre? Dov’è
la falsificazione? E che male c’è nel
correggere il testo e nel migliorarlo dopo averlo tradotto? Il testo
della Vulgata è quello che esisteva al tempo di Maometto e
che è stato
riconosciuto canonico dal Concilio di Trento in Italia nel 1546.
E’ il
testo usato da tutte le Chiese cristiane cattoliche ed ortodosse. I
Protestanti rifiutano sette libri senza importanza
dell’Antico
Testamento, ma riconoscono che gli altri libri sono canonici, non
falsificati. Quanto ai libri del Nuovo Testamento, tutte le confessioni
cristiane sono d’accordo sulla loro autenticità.
2) Gli “studiosi” che voi avete menzionato non sono
che le maglie di
una catena d’agenti del sionismo internazionale e della
franco-massoneria universale ed atea. Molti di questi
“studiosi” si
sono infiltrati nel clero cristiano, particolarmente in quello
cattolico, allo scopo di seminarvi la confusione e di propagare questa
falsa dottrina della falsificazione biblica, di cui il Corano
è
innocente. Le loro parole non sono nuove e molti studiosi biblici hanno
risposto a queste calunnie, tra questi Jean Daniélou, Karl
Rahner, Paul
Claudel, la Scuola Biblica di Gerusalemme tenuta dai monaci domenicani
del convento di Santo Stefano a Gerusalemme, ecc...
Il Vaticano ha denunciato e scartato parecchi falsi studiosi che voi
citate e ha messo in guardia contro molti altri. Per altro, le scoperte
archeologiche hanno smentito i vostri “studiosi”.
In effetti, la
scoperta dei rotoli del Mar Morto, risalenti a 200 anni a.C., prova
l’autenticità dell’Antico Testamento e
altre scoperte attestano quella
del Nuovo Testamento, come io ho dimostrato nel mio libro.
Noi avremmo apprezzato che voi aveste menzionato il grande studioso
orientalista Louis Massignon che ha creduto nel Vangelo e nel Corano e
ha preso la difesa dell’Islam e del suo misticismo.
Quest’uomo è un
apostolo di apertura e di pace, di accordo e di unità tra i
credenti
dell’Oriente e dell’Occidente. Egli era un
orientalista celebre che ha
guadagnato la fiducia dei veri credenti cristiani e musulmani.
Non desidero dilungarmi e menzionare le liste di studiosi con le loro
opinioni -come avete fatto voi- quali che siano il valore dei loro
argomenti e la grandezza delle loro virtù, poiché
io non mi appoggio
che all’ispirazione divina. Mi limito alla citazione di
uomini di
scienza per non imitare l’orgoglioso che sfoggia i suoi
“muscoli”
culturali per impressionare psicologicamente i semplici e gli ingenui.
Essere ricorso agli studiosi non porterà niente, in ogni
modo, agli
increduli che hanno “degli occhi ma non vedono e delle
orecchie ma non
sentono”, come dice il Signore nel Suo Libro luminoso.
3) La maggior parte degli studiosi che avete menzionato attacca non
solo il Vangelo, ma anche il Corano. Essi rigettano le dottrine
evangeliche attestate dal Corano, come la verginità di
Maria. Queste
persone sono gli apostoli della lotta maledetta contro
l’ispirazione
coranica. E’ vero che essi riconoscono
l’autenticità del testo
coranico, ma ne rinnegano il contenuto. Essi hanno messo tutta la loro
ricerca al servizio dell’entità israeliana e
pretendono che le loro
scoperte conducano a sostenere Israele. Insegnano che Israele
è il
popolo di Dio e che la Palestina spetti loro di diritto divino. Essi
impongono ai Cristiani in Occidente la solidarietà con gli
Ebrei
d’Oriente e d’Occidente. Essi fanno pressione sul
Vaticano –soprattutto
quelli tra loro che vi si sono infiltrati- affinché questi
riconosca
Israele.
Lo scopo di questi “studiosi”, propagando la
dottrina della
falsificazione, è di togliere ogni fiducia nel Vangelo
perché questo
denuncia gli Ebrei. Vi cito come esempio ciò che il Cristo
dice ai
Giudei che lo rifiutano: “ Voi che avete per padre il
diavolo...”
(Giovanni 8,44). Lo scopo ultimo della dottrina della falsificazione
del Vangelo è duplice:
a) Considerare tutti i testi anti-israeliani falsificati.
b) Distruggere la fede dei Cristiani in Gesù come Cristo,
per condurre
alla presentazione del “Cristo” sionista
considerato dal Vangelo
l’Anticristo, essendo Gesù il vero Cristo come
conferma anche il
Corano.
L’infiltrazione degli studiosi sionisti o sionizzati fino al
cuore
della Chiesa ha portato molti frutti. Voi non ignorate certo,
Reverendo, che il concilio Vaticano II ha emesso una dichiarazione che
libera gli Ebrei dal senso di colpa nel 1964. Ultimamente ancora, il 25
giugno 1985, il Vaticano ha emesso una dichiarazione in cui chiede ai
Cristiani di avvicinarsi agli Ebrei. A questo proposito, vi faccio
riferimento all’articolo del Sig. Youssef Elias Daher nel
giornale
“Al-Saphir” in data 10-11-1985. Il titolo
dell’articolo è: “Le ultime
dichiarazioni del Vaticano riguardo l’attitudine verso gli
Ebrei”.
Menziono questo affinchè siamo più prudenti e
affinchè ricorriamo al
Libro luminoso per evitare il castigo degli apostoli fuorviati dalla
falsificazione e di quelli che ci credono.
4) Come potrebbe la Bibbia essere falsificata quando il Corano dice:
“Quelli ai quali demmo il Libro (la Bibbia) e lo recitano
come deve
essere recitato, quelli credono in esso; quelli invece che non credono
in esso, quelli saranno i perditori” (Corano II ; la Vacca,
115).
I “perditori” presso Dio non sono coloro che
prendono la difesa della
lettura corretta della Bibbia, ma gli empi che la calunniano sotto il
pretesto della falsificazione.
Dio dice ancora nel Corano: “Però, come ti
prenderebbero essi per
giudice, mentre hanno il Pentateuco, in cui è il giudizio di
Dio che
essi non hanno accolto? Però essi dopo di ciò
(cioè dopo aver avuto il
tuo giudizio) ti volgeranno le spalle; essi infatti non sono i veri
credenti”. (Corano V ; la Tavola imbandita, 47). Vorrebbe Dio
che si
giudicasse con un testo falsificato?!
Colui che crede al Corano -o chi pretende di crederci- come potrebbe
credere nella falsificazione della Bibbia, quando il Corano
l’attesta e
la certifica, testimoniando che è letta
“correttamente”? Non significa
ciò che il Corano benedice e approva il testo del Vangelo?
Quale prova
supplementare vi occorre, Reverendo, oltre la testimonianza di Dio
stesso! Quanto a me, basta la garanzia del Corano contro tutti gli
errori e non mi basta come garanzia la veridicità delle mie
parole.
Avete detto a mio riguardo: “Egli è inciampato ed
ha rasentato la
verità nelle sue parole”. Come potete affermare
questo avendo io basato
le mie ricerche sul Corano? Io non ho rasentato la verità;
questa è nel
Corano e la mia ricerca proviene da questo santo Libro. Altri
costeggiano la verità scegliendo di seguire lo smarrimento
degli
studiosi anziché interrogare il Corano. Ho scelto da parte
mia l’onore
di riferirmi al Corano e di sottomettermi al suo contenuto senza
resistenza e senza compromessi.
Voi mi avete criticato, Reverendo, poichè ho scritto che il
Corano,
parlando di sacrifici di animali, diceva: “Mai la loro carne
e il loro
sangue giungeranno fino a Dio” (Corano XXII ; il
Pellegrinaggio, 38).
Perchè scaricate la vostra collera su di me, quando non
faccio che
menzionare un versetto coranico? La vostra rivolta non mi colpisce
perchè è diretta contro le parole di Dio. Egli
solo vi risponderà dato
che Egli siede alla sua Maestà.
In seguito voi avete rincarato la dose quando ho scritto che Dio nel
Corano dirige l’uomo verso la monogamia e non la poligamia.
Dio dice a
questo proposito: “Se voi temete ancora di essere ingiusti
(nei
confronti delle vostre donne) sposatene una sola...” (Corano
IV ; le
Donne, 3) “Voi non potrete agire equamente con le vostre
mogli, anche
se lo desideraste” (Corano IV ; le Donne, 128). Dio dicendo:
“ Voi non
potrete agire equamente con le vostre mogli, anche se lo
desideraste”,
allontana il credente dalla poligamia. Occorre anche che il credente
sia intelligente, perspicace e capace di cogliere
l’intenzione di Dio
al primo segno divino.
Ho menzionato questi versetti del Corano nel mio libro, mi ci sono
appoggiato nelle ricerche sincere. Voi mi avete attaccato con violenza,
senza menzionare un solo versetto coranico convincente, mentre siete
ricorsi ai poemi dei poeti. La debolezza della vostra argomentazione
coranica non ha fatto che rinforzare la mia convinzione di essere sulla
buona strada e la mia determinazione ad andare avanti.
Voi vi siete arrabbiato con me perchè ho detto che il
divorzio, che era
anarchico all’epoca dell’ignoranza araba,
è oggi disprezzato nel mondo
arabo, dopo il passaggio del soffio vivificante del Corano. Che cosa
c’è in questi proponimenti da mettervi
così in collera? Vi ricordo le
parole del nobile profeta Maometto nelle sue Discussioni:
“Per Dio, il
divorzio è la più odiosa delle cose permesse
(delle “permissibili”)”.
Non devo commentare queste parole profetiche perchè
c’è una saggezza
per quelli che sono capaci di comprendere.
Voi dite nella vostra risposta che Dio non ha somiglianza e alcuna
immagine, avendo il Nuovo Testamento francamente dichiarato in diversi
punti che la visione di Dio in questo mondo è impossibile.
Il versetto
di Giovanni 1,18 dice :
“Dio nessuno l’ha mai visto”.
Perchè, Reverendo, menzionate solo la
metà del versetto che pare darvi ragione
sull’impossibilità di vedere
Dio e non tutto il versetto che contraddice la vostra
pretesa:“Dio
nessuno l’ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che
è nel seno del
Padre, lui lo ha rivelato”? E perchè non
menzionate le parole di Gesù,
il Cristo, ai suoi apostoli in Giovanni 14,9: “Chi ha visto
me ha visto
il Padre”? Eliminando i versetti evangelici che contraddicono
le vostre
idee, la vostra ricerca diventa soggettiva e priva di ogni
credibilità.
Perchè dunque accusate gli altri di eludere i testi?
Voi mi direte che non credete ai versetti che non avete menzionato in
quanto sono falsificati!... Molto bene! Se il Vangelo è
falsificato,
allora non bisogna menzionarlo affatto. Discuterò con voi
con il
migliore degli argomenti attirando la vostra attenzione su
ciò che
riporta l’interpretazione coranica dei Jalalein a proposito
del primo
versetto della sura “Il Viaggio Notturno”. Maometto
dice: “Ho visto il
mio Dio Onnipotente”. Il mio unico commento a questo
proposito, che
contraddice la vostra affermazione, è il seguente: La
visione di Dio in
questo mondo è possibile e di fatto, ha avuto luogo. Il
Nuovo
Testamento, contrariamente a ciò che voi pretendete, non
nega questa
possibilità... se questo non è per gli empi e i
malfattori, lo è per
gli uomini dalla coscienza pura. In effetti, Gesù, il
Cristo, ha detto:
“Beati i puri di cuore, perchè vedranno
Dio” (Matteo 5,8). Voi andrete
certamente a trovarmi degli argomenti filosofici e scientifici per
negare la possibilità di vedere Dio. Io lascio questi falsi
argomenti a
coloro che li apprezzano. Quanto a me, io non presto orecchio che al
Vangelo, al Corano e alle Discussioni spirituali del profeta Maometto.
Nella vostra risposta, avete menzionato “il
vangelo” di Barnaba e tutta
una lista di altri vangeli non canonici per i Cristiani. Sembrate
mettere questi ultimi sullo stesso livello dei Vangeli canonici, se non
addirittura ad un livello per voi più alto.
Perchè non avete detto al
lettore ciò che ho spiegato nel mio libro a proposito del
falso vangelo
di Barnaba? Ho dimostrato che questo “vangelo”
è una falsa
testimonianza contro il Vangelo e il Corano poiché afferma
che Gesù non
è il Cristo.
Ho menzionato, inoltre, i versetti di questo pseudo-vangelo che
affermano ciò, concludendo che questi insegnamenti sono
contrari a
quelli del Vangelo che annuncia che Gesù è
veramente il Cristo e sono
ugualmente contrari agli insegnamenti del Corano che afferma che
Gesù
-e nessun altro- è il vero Cristo. Voi sapete, Reverendo
Cheikh, che
molti Musulmani credono che “il vangelo” di Barnaba
sia l’unico vero.
Perchè avete tenuto segreta la verità su questo
“vangelo”? Perchè non
l’avete rivelata ai lettori, lasciandoli
nell’ignoranza? Perchè avete
concentrato i vostri attacchi sui veri Vangeli? Perchè
nascondere la
verità quando voi siete una guida spirituale?
Perchè?
Io sottolineo che ho scritto il mio libro, convinto che il prezioso
Corano non sia proprietà di nessuno e che l’Islam
non sia monopolio di
nessuno. Ho voluto presentarli come io li vedo e li comprendo. Ho
esposto i miei argomenti con sincerità e ho dipinto il
tenero e bel
viso di Maometto come l’ho conosciuto e amato,
affinché quelli che si
fanno di lui una falsa immagine -per colpa di alcuni che hanno
sfigurato il Corano, l’Islam e Maometto- possano amarlo allo
stesso
modo.
Il mio libro contiene una nuova ricerca e un nuovo concetto. Ho
attirato l’attenzione su punti importanti rimasti per molto
tempo
oscuri. Scoprendoli, molti si sono risvegliati e si sono rallegrati.
Niente potrà spegnere questo raggio di luce. Voi mi avete
risposto con
una logica e degli insegnamenti caduchi che convincono solo quelli che
sono votati alla perdizione. E’ passato il tempo della logica
fanatica
che se la prende con i Libri ispirati. Questa logica ha fallito... e
come avrebbero potuto riuscire? Ecco che i Libri celesti vanno per il
loro cammino, sfidando i tempi, i nemici e gli avvenimenti. Essi non
hanno bisogno di testimonianza d’alcun uomo per rimanere; Dio
li
protegge e li conferma e ogni coscienza sincera e matura ci crede.
Molti nel passato vicino e lontano hanno attaccato il Vangelo; essi
hanno sulla terra discendenti e discepoli, ma il Vangelo resta come
roccia sulla quale viene a schiantarsi il nemico testardo. Molti hanno
attaccato e continuano ad attaccare il Corano, ma questa stessa roccia
squarcia i fanatici che lo combattono.
Vi ringrazio, Reverendo Cheikh, della vostra risposta. Vi siete dato la
pena ed avete ricercato. Vi ringrazio perché la vostra
risposta ha
tranquillizzato il mio cuore e ha confermato la mia fede. Adesso, sono
ancora più attaccato di prima al contenuto del mio libro,
avendo
constatato la debolezza, se non l’assenza, di ogni valido
argomento
contrario.
Ben inteso, non mi aspetto che tutti i Musulmani e tutti i Cristiani
condividano le mie convinzioni. Questa non è la cosa
più importante.
Non mi aspetto che tutti siano d’accordo con ciò
che ho scritto. Molti
di quelli che mi hanno lodato non condividono tutti i miei punti di
vista. Questo è naturale e anche positivo, ma ciò
che resta importante,
è la libertà di esprimere delle opinioni con
convinzione e di scambiare
dei proponimenti con amore, senza attaccare gli altri e accusarli di
elusione o di altro, poiché la religione, in fin dei conti,
è agire nei
confronti degli altri con il “migliore” dei
comportamenti. Io sono
dunque pienamente disposto ad incontrarvi Reverendo, se voi lo volete e
se voi pensate che questo possa essere utile, nel quadro di una
discussione calma e calorosa.
Noi potremmo scambiare le idee liberamente, lontano da ogni
contorsione, fanatismo o provocazione, a condizione tuttavia che la
nostra discussione si faccia sulla base di un “Libro
luminoso” e che
non si basi sulle opinioni dei poeti, dei filosofi e degli studiosi,
perché ne ho abbastanza e perché tale
è il comandamento di Dio.
Risposta dello Cheikh KR
Ho letto in un giornale, la risposta del
Dottor M. ai punti
che ha, nuovamente, sottolineato, sebbene io vi abbia risposto nella
rivista. Nella sua risposta, il Dottor. M. mi accusa di essermi
arrabbiato. Io gli dico con amore e sincerità che non ho
interesse in
questo, se non nel manifestare la verità. Rispondendo, non
ho
oltrepassato i diritti dell’educazione e della discussione,
appoggiati
dalla logica e dalla buona riflessione. Aggiungo che il Dottor M. ha
criticato il mio stile nelle discussioni, ma è caduto nella
stessa
trappola. Il proverbio dice: “Non criticare una morale per
cadere nello
stesso errore”.
Quanto a ciò che dice a lungo il Dottor M. a proposito di
conciliazione
tra i credenti, lo riassumo così: La conciliazione tra i
credenti deve
essere fatta su delle basi sane e stabili che le tempeste non possono
scuotere. Questo è ammesso per tutte le persone sagge. Io
faccio dunque
appello a tutte le persone giuste: Come è possibile
conciliare la
credenza nell’Unico e quella nel Tritesismo? Tra quelli che
negano la
crocifissione e quelli che l’affermano? Tra quelli che
credono in un
Dio unico che non ha né sposa, né figli e quelli
che affermano il
contrario? Tra quelli che dicono nella Messa: “Maria, Madre
di Dio” e
quelli che lo negano, dicendo che Dio è al di sopra di tutto
questo?
Non è che qualche esempio delle domande dottrinali discusse
tra Cristiani e Musulmani.
Sì, ci si può avvicinare e mettere
l’accordo coltivando l’amore tra gli
uomini perché l’uomo, volente o nolente,
è il fratello dell’uomo.
Questo è possibile sulla base delle parole di Dio che dice:
“O uomini!
Noi vi creammo uomo e donna e facemmo di voi popoli e tribù
perché voi
vi conosceste”. Dio dice ancora: “Dio non vi
proibisce di frequentare
quelli che non attaccano nella religione, né vi cacciano
dalle vostre
case. Siate giusti verso di loro, poichè Dio ama i
giusti”.
Se la credenza di alcuni si oppone a quella di altri, ciò
significa che
animosità, combattimenti, esilio e indigenza altrui devono
regnare? No
certo!
L’unità dell’ispirazione divina fa parte
della dottrina del Musulmano;
egli ci crede dunque e se egli attacca o disprezza uno dei profeti di
Dio, egli rinnega l’Islam e cade nell’eresia e
nell’apostasia.
Vi sono stati tra Musulmani arabi e non arabi da una parte e Israele e
sionisti dall’altra un’animosità e dei
combattimenti fin dall’alba
dell’Islam e fino ai giorni nostri. Malgrado questo, se un
Musulmano
osa attaccare Mosè, il profeta di Dio, egli apostata ed
è scomunicato
dall’Islam. L’unità
dell’ispirazione è una dottrina decretata dal
Corano ed affermata dal nostro profeta e profeta di Dio, Maometto.
Ho dimostrato in dettaglio nella rivista gli elementi di questa ricerca
e non vedo la ragione per ripetermi.
Il Dottor M. ha suscitato un’interpretazione e alcune domande
su ciò
che Dio aveva detto: "O Voi, ai quali è stato dato il Libro:
Credete in
ciò che abbiamo fatto scendere a conferma de le Scritture
che sono
presso di voi” (Corano IV ; le Donne, 50).
Gli interpreti hanno menzionato in quale occasione
quest’ispirazione fu
donata: “Isacco ha detto: Il profeta ha parlato a dei capi
ebrei e ha
loro detto: ‘O Ebrei, temete Dio e rassegnatevi a Dio; voi
sapete che
ciò che io vi porto è la
verità’. Essi dissero: ‘Noi non sappiamo
questo Maometto’. Essi apostatarono, non non seppero e
s’intestardirono
nell’apostasia. Dio ha dunque ispirato questo
versetto!”.
Come conferma del versettoprecedente si può anche leggere:
La loro
conoscenza della qualità del profeta e la loro ostinazione
malgrado
questo a rimanere nell’apostasia.
Dio ha ancora denunciato, in diversi versetti, coloro che falsificano
la Bibbia. Per noi è sufficiente menzionare il versetto
seguente:
“Sventura a quelli che scrivono il Libro di loro pugno ed in
seguito
dicono: ‘Questo viene da Dio’ per guadagnare denaro
disonesto. Sventura
per ciò che hanno scritto le loro mani e sventura a loro per
il
profitto acquisito”.
Dio ha invitato le genti del Libro con questo appello: “O
gente del
Libro, venite ad una parola d’intesa tra noi e voi, che noi
non
adoriamo che Dio, non Gli associamo alcuna cosa, e che noi non rendiamo
signori gli uni rispetto agli altri, al posto di Dio”.
Quest’invito divino è sempre valido e la porta
è sempre spalancata a
coloro che vogliono risponderGli. Quanto al versetto al quale si
è
riferito il Dottor M.: “Quelli ai quali demmo il Libro e lo
recitano
come dev’essere recitato, quelli credono in esso; quelli
invece che non
credono in esso, quelli saranno i perditori”, Katada
l’ha interpretato
così: “Sono gli amici del profeta; il libro
è il Corano”. Abou Moussa
El-Ashaari ha detto: “Colui che segue il Corano è
condotto tramite esso
nei pressi del Paradiso”. Omar Ibn-El-Khattab ha detto:
“Sono coloro
che, leggendo un versetto di misericordia, la chiedono a Dio, o un
versetto di castigo, ricorrono a Dio”.
Il Dottor M. ha fatto dei commenti sulla poligamia, riferendosi al
versetto del capitolo delle Donne: “Voi non potrete agire
equamente con
le vostre mogli, anche se lo desideraste”. Qui essere equi,
indica la
propensione del cuore (cioè un amore uguale è
impossibile). Questo è un
fatto che l’uomo non controlla, ma che Dio solo domina. Il
profeta
Maometto ha avuto parecchie donne; lo stesso i suoi successori e questo
non fu loro proibito.
Il Dottor M. ha ancora parlato della visione di Dio in questo mondo.
Questa questione è discussa dagli studiosi. Ciò
che noi tendiamo a
credere, direi anche ciò che noi preferiamo credere,
è che la visione
di Dio è proibita in questo mondo, e che la sua visione
nell’altro è
senz’alcun paragone possibile, secondo la parola di Dio:
“Niente gli è
simile; Egli vede e sente tutto”.
Vi sono ancora altre questioni che non meritano che ci si dilunghi,
poiché la mia risposta al libro ha coperto tutti gli
argomenti.
Io ringrazio il Dottor M. e mi congratulo di tutto cuore per le belle
parole espresse, tra le quali quella in cui viene detto che
l’Anticristo è il Cristo degli Ebrei. Io lo
ringrazio di esprimere
francamente la sua fede nel Corano e di manifestare il suo amore per il
profeta Maometto e per i suoi fratelli, gli altri profeti.
(Lo Cheikh KR termina ringraziando per l’invito ad un dialogo
caloroso e con delle formule di educazione).
Seconda risposta allo Cheikh
KR
Reverendo Cheikh KR, ho letto la vostra
risposta in un
giornale. Mi rallegro per il fatto che voi siate d’accordo
che
l’Anticristo è il “cristo”
sionista, lo Stato d’Israele costruito in
ogni pezzo. La mia prima risposta era un’indicazione di
questo stato
satanico e la denuncia della sua ciarlataneria e della sua ingiustizia.
Mi permetto di inviarvi il mio libro “L’Anticristo
nell’Islam”, perché
il nostro beneamato profeta Maometto ne ha parlato nelle sue
Discussioni. Le sue parole profetiche permettono di concludere che
l’Anticristo è lo Stato d’Israele.
Tuttavia, questa credenza implica molti nuovi impegni sul piano
religioso e spirituale, e questo non conviene a coloro che sono feriti
da questi sconvolgimenti. L’apparizione
dell’Anticristo significa che
noi siamo arrivati al tempo della corruzione contro il quale il Signore
Gesù, il Cristo, così come il profeta Maometto ci
hanno messi in
guardia.
Con l’apparizione di questo ciarlatano, comincia dunque nel
mondo,
un’era nuova in cui Dio solo è il successore di
tutti i profeti e di
Maometto, come questo stesso ha rivelato. Questa successione di Dio,
per i credenti, mira a liberarli dall’egemonia della pretesa
successione umana che li sfrutta: i commercianti di religione e i
mercenari che continuano a legare la coscienza dei poveri e dei
semplici con delle catene che Dio solo può rompere.
Tale è la saggezza divina che, oggi, apre una porta nuova
per
accogliere i cuori che aspirano a liberarsi dal peso della materia e ad
evolversi verso l’alto, verso Dio, allo scopo di vivere in
sua
presenza, in sua compagnia divina eternamente, e fin da ora.
Ogni pretesa umana a qualunque successione profetica è
dunque vana
oggi, perchè il profeta Maometto dice nella sua Discussione
(1806): “Io
non temo per voi che l’Anticristo. Se apparisse mentre io
sono con voi,
sono io che confuterei i suoi argomenti, ma se apparisse quando io non
sarò più con voi, allora spetterà a
ciascuno trovare gli argomenti
(contro di lui) e Dio sarà allora il mio successore
presso ogni musulmano”.
Ora l’Anticristo è apparso! Dunque il successore
di Maometto oggi è Dio.
Detto questo, rispondo successivamente, ai punti che voi avete
suscitato nella vostra risposta al giornale:
1) Voi dite: “La conciliazione tra i credenti deve essere
fatta su
delle basi sane e stabili... Come si può conciliare la
credenza
nell’Unico (Dio) e quella nel Triteismo? Tra coloro che
negano la
crocifissione e coloro che l’affermano? Tra quelli che
credono in un
Dio Unico che non ha né sposa, né figli e quelli
che affermano il
contrario? Tra quelli che dicono nella Messa ‘Maria, Madre di
Dio’ e
quelli che lo negano... ”?
La mia risposta è la seguente:
A) L’unità dell’ispirazione biblico
coranica che io predico è la base
stabile ed incrollabile per conciliare tra loro i credenti. Invece, il
principio della falsificazione del Vangelo sul quale voi vi appoggiate
non è una base stabile per la conciliazione
perché esso contraddice al
tempo stesso il Corano e il Vangelo. Essa è rigettata da
molti studiosi
musulmani (tra i quali ho menzionato i religiosi musulmani: Muhammad
Abdo e Afaghani) e dei Cristiani.
B) La conciliazione tra la credenza nell’unicità
(divina) e la
triplicità (tre dei) è impossibile, ma in
compenso la realtà del Dio
Unico e Trinitario è un fatto rivelato da Dio e io
l’ho spiegato nel
mio libro “Sguardo di fede sul Corano”. Ne riassumo
la spiegazione
così: L’uomo, la sua parola ed il suo spirito non
sono che una sola e
stessa persona, non tre persone. Nello stesso modo, Dio, la sua Parola
ed il suo Spirito sono una sola e stessa essenza. Dio ha rivelato
questo affinchè noi sapessimo che il Cristo è la
Parola di Dio ed il
suo Spirito, non la Parola e lo Spirito di un altro Dio. Nessun altro
profeta è stato così qualificato.
C) E’ impossibile conciliare tra “colui”
che nega la crocifissione e
“colui” che la conferma, ma noi dobbiamo lavorare
per unire “coloro”
che negano il fatto e “coloro” che la confermano.
Ho spiegato nel mio
libro che la formulazione del Corano a proposito della messa in croce
del Cristo lascia la porta aperta alla seguente interpretazione: Gli
Ebrei non hanno potuto colpire il messaggio del Cristo uccidendolo.
Questo poiché il Corano ha parlato, altrove, della morte e
della
resurrezione di Gesù, come ho spiegato. Questo conferma le
parole
bibliche. In ogni modo, credere o non credere che il Corano neghi la
crocifissione non è un ostacolo per credere
nell’unità dell’ispirazione
quando si è maturi e liberati dal fanatismo. A meno di
essere tra
coloro che adorano Dio alla lettera, non tra coloro che ricercano
l’intenzione divina attraverso le parole. Io vi ricordo
ancora che il
Corano ha condannato gli adoratori di Dio secondo la lettera, dicendo:
“Vi sono alcuni che servono Dio, ma alla lettera. Se tocca
loro un
bene, prendono coraggio, ma se tocca un male, cadono faccia a terra,
perdendo questo mondo e l’altro. Ecco manifestamente i
perdenti”.
(Corano XXII; Il Pellegrinaggio, 11)
D) Il Vangelo non predica che Dio abbia una sposa con la quale ha dei
rapporti sessuali e che partorisce, come voi lasciate intendere. Io ne
parlo nel mio libro a proposito del titolo di Figlio di Dio, spiegando
che il Cristo è nato da Maria, non con
l’intermediazione di un uomo, ma
tramite una parola di Dio che ha detto: “Sia! E questo
fu”. Questa
verità ci è stata rivelata mediante la Bibbia e
il Corano.
E) Io non accuso coloro che dicono “Maria è Madre
di Dio”, e non li
qualifico empi che associano a Dio altri dei. Questi credenti si
appoggiano sull’ispirazione evangelica a proposito
dell’incarnazione di
Dio, non l’incarnazione di uno degli dei -ciò
sarebbe stato
“associazione” cioè associare a Dio
altri dei- perché non vi è che un
solo Dio. L’incarnazione divina ha avuto luogo nel corpo del
Cristo.
Questa rivelazione è chiara: essa è rifiutata da
alcuni che non la
comprendono secondo la saggezza della religione divina che confonde i
filosofi della falsificazione del Vangelo. Essi ne portano la
responsabilità; il Corano non centra niente in questa
calunnia della
falsificazione.
Maria è la Madre del corpo del Cristo, creato come fu creato
Adamo;
ella non è la madre dello Spirito Divino che ha animato
questo corpo e
l’ha impiegato come uno strumento per propagare la sua luce
nel mondo.
La qualità di “Madre di Dio” attribuita
a Maria è una qualità
temporale, non eterna, di quella che “Dio ti ha
scelto… e ti ha
prescelta fra tutte le donne di tutte le creature.” (Corano
III ;
Famiglia d’Imran, 37). Ella, sola, è stata
così scelta per ragioni
profonde ispirate da Dio, ragioni accettate dagli uomini spirituali e
rigettate dai materialisti e comprese da coloro che ci vedono chiaro.
Maria non è che la “Serva di Dio” come
ella stessa dice nel Vangelo.
Ella è una creatura come tutti gli esseri umani e non
differisce dalle
altre se non per il fatto che ella solo è stata scelta per
essere la
Madre temporale di Colui che è la Parola di Dio e lo Spirito
di Dio,
tra gli uomini. E’ la ragione per la quale, il profeta
Maometto, sia
Benedetto, ammirabile nella sua perspicacia e nel suo discernimento,
aveva detto: “Nessun uomo nasce senza che il diavolo non lo
raggiunga,
fin dalla sua nascita ed egli grida a causa di questa attacco satanico:
tranne Maria e suo figlio”.
Questo versetto delle Discussioni è rapportato
nell’interpretazione dei
“Jalalein”, dopo il versetto 31 della Sura della
Famiglia d’Imran. Ogni
uomo perspicace, dotato di un certo discernimento, potrà
comprendere
perchè, solo Gesù e Maria non sono stati toccati
dal diavolo.
Dopo aver presentato i miei argomenti sinceri, dichiaro: Lavoriamo
innanzitutto ad unire i credenti di una stessa sponda,
perchè nel
nostro infelice Libano -come all’estero- le confessioni che
credono in
una stessa dottrina si uccidono e si esiliano reciprocamente, in una
guerra fratricida, per cui, io sono pienamente d’accordo con
voi,
Reverendo, quando dite: E’ possibile avvicinare e conciliare
coltivando
l’amore tra l’uomo e l’uomo, riferendovi
a dei versetti coranici. E’ a
questo che lavoro anch’io, con l’aiuto di Dio;
perché non c’è obbligo
nella religione! (Corano II ; La Vacca, 257). La religione è
di Dio, la
terra e la patria sono per tutti ed io credo nella coesistenza pacifica
tra il credente e l’ateo, se il comportamento reciproco
è buono. Dio
solo è il giudice delle coscienze e sarà chiesto
molto a colui che avrà
ricevuto molto e creduto molto!...
2) Voi dite: “L’unità
dell’ispirazione è una dottrina decretata dal
Corano e affermata dal nostro profeta di Dio, Maometto”. Io
non
desidero entrare in una competizione malsana e comparare i Libri
ispirati, o i profeti, addentrandomi allora in una spirale che la
religione ed i profeti condannano. Pongo la seguente domanda a voi
Reverendo: Come potete conciliare tra l’unità
dell’ispirazione nella
quale voi credete e la dottrina della falsificazione del Vangelo che
voi predicate? Voi parlate come se Dio Onnipotente fosse impotente nel
salvaguardare la sua ispirazione dalla falsificazione.
3) Voi dite: “Il Dottor M. ha suscitato
un’interpretazione e alcune
domande su ciò che Dio aveva detto: ‘O voi, ai
quali è stato dato il
Libro (la Bibbia), credete in ciò che Noi (Dio) abbiamo
fatto scendere
(il Corano) a conferma de le Scritture che sono presso di voi (la
Bibbia)” ’. Voi avete spiegato questo versetto
così: La testimonianza
del Corano non si riferisce alla Bibbia, ma a Maometto, che
“dei capi
ebrei” hanno ugualmente rinnegato.
Ora, nell’interpretazione dei Jalalein, noi troviamo il
contrario della
vostra affermazione. C’è scritto: “O
voi, ai quali è stato dato il
Libro, credete in ciò che abbiamo fatto scendere a conferma
de le
Scritture che sono presso di voi (la Torah)” (Corano IV ; le
Donne,
50).
Dunque l’attestazione coranica mira bene alla Bibbia, come ho
detto. Io
non ho rasentato la verità nella mia ricerca, come voi mi
accusate.
Questa attestazione della Bibbia -non di Maometto- tramite il Corano
dipende dalle parole di questo versetto stesso in cui Dio invita la
gente della Bibbia a credere in “ciò”
che egli ha ispirato (cioè il
Corano), attestante “ciò” che essi hanno
con loro (cioè la Bibbia). Il
pronome “ciò” non si applica ad una
persona. Se il versetto si
riferisse a Maometto, egli avrebbe detto: “Colui che
è con voi” e non “ciò che
è con voi”. In più, Dio dice:
“attestante ciò
che è con voi ”; ora il profeta Maometto non era
con questi Ebrei che
lo rinnegavano. Ciò che era con loro, in loro possesso, in
tutta
sincerità e onestà era la Bibbia.
Io termino questo soggetto importante segnalando ciò che
segue: Se il
versetto coranico avesse avuto l’intenzione di indicare
Maometto,
sarebbe stato ispirato per esempio così: “O voi
che avete ricevuto il
Libro, credete in ciò che Noi abbiamo ispirato, attestando
colui
(Maometto) che voi odiate e combattete”.
4) Voi dite: “Quanto al versetto al quale si è
riferito il Dottor M.:
‘Coloro ai quali abbiamo donato il Libro, lo leggono
correttamente’,
Katada l’ha interpretato così: ‘Ci sono
gli amici del profeta’; il
libro è il Corano”! (non la Bibbia). Io vi
rispondo che
l’interpretazione di questo versetto mediante i Jalalein dice
che egli
è stato ispirato a proposito di un gruppo venuto
dall’Etiopia e
convertito all’Islam. Ora noi sappiamo che gli abitanti
dell’Etiopia
erano dei Copti, dei Cristiani, ed il loro Libro era dunque la Bibbia.
Il fatto che essi siano divenuti musulmani, cioè che essi
abbiano
riconosciuto Maometto come profeta di Dio, è una prova che
essi non
erano ancora musulmani, amici del profeta, e che di conseguenza il
Libro in questione è proprio la Bibbia. Peraltro, il Corano
non era
ancora stato raggruppato in un libro. Questo non è stato
fatto che ben
più tardi, sotto Osman Ibn Affan. E’ per questo
che io ed altri abbiamo
un’opinione ben differente da quella di Katada e seguiamo
l’opinione
dei Jalalein.
5) Voi affermate che l’interpretazione del seguente versetto
coranico:
“Voi non potrete agire equamente con le vostre mogli, anche
se lo
desideraste” è la seguente: “Qui essere
equi, significa propensione di
cuore”. Io rispondo: Sia! Ma Dio dice ugualmente:
“Se voi temete ancora
di essere ingiusti (dal punto di vista affettivo, la propensione di
cuore) sposatene una sola” e poi Dio aggiunge: “Voi
non potrete agire
equamente con le vostre mogli, anche se lo desideraste”.
Dunque non
bisogna sposare che una sola donna. Aggiungete a questo che
è più
facile essere giusto ed equo sia nelle cose materiali sia nel campo
affettivo. Se l’interpretazione esatta fosse la propensione
del cuore,
a maggior ragione bisognerebbe sposare una sola donna,
perchè l’affetto
-per la gente spirituale, non per i sensuali- è
più forte e più
importante della materia.
Una giurisprudenza (Fatwa) del ministro egiziano degli affari religiosi
(Wakf), il Dr El Ahmadi Aboul Nour, pubblicata nel giornale del
20-11-1985 consolida ancora la mia convinzione. Egli scrive, in
effetti: “Alcuni s’immaginano che quando Dio ha
loro donato una
generosità finanziaria, è loro permesso sposare
una seconda donna,
soprattutto se ci sono state con la prima repulsioni o divisioni. Noi
possiamo dire che quando non c’è una
giustificazione accettabile alla
poligamia, questo diviene proibito e costituisce un peccato”.
Il Dr
Aboul Nour menziona le ragioni “dei disturbi e delle
zizzanie, che
rimpiazzano la calma e la stabilità e seminano
l’odio e la durezza” nel
secondo matrimonio. Egli cita come esempio vivente quello di un
impiegato che, dopo il suo secondo matrimonio, ha trascurato la sua
prima famiglia. Questa è crollata ed anche lui. Questo non
è che uno
dei numerosi esempi del male dovuto al secondo matrimonio.
Se tale è la condizione del secondo matrimonio che, secondo
la
decisione di questo ministro, -che è
un’autorità in uno dei più grandi
paesi musulmani- è proibito e costituisce un peccato, che
dire allora
del terzo e del quarto matrimonio? Io ne concludo che la più
odiosa
delle cose “permesse” per Dio, dopo il divorzio,
è la poligamia.
Per giustificare la poligamia, voi vi riferite alle numerose spose del
profeta Maometto. Ora queste, come sapete, erano più di
quattro e
superavano dunque il numero limitato dal Corano. La vostra
argomentazione su questo punto non è convincente,
perchè i matrimoni
del profeta avevano lo scopo di unire le tribù opposte e di
riconciliarle tramite la parentela matrimoniale. Essi non erano spinti
dalla seduzione o dalla propensione del cuore. Ciò che Dio
ha permesso
a Maometto, il Suo profeta e nostro, non lo permette a tutti gli
uomini, poiché oggi non ci sono più ragioni
valide a questo. I versetti
coranici stessi ci illuminano e giudicano tra voi e me.
6) Voi dite a mio proposito: “Egli ha parlato ancora della
visione di
Dio in questo mondo. Tale questione è oggetto di
controversia tra gli
studiosi. Ciò che noi tendiamo a credere, io direi lo
stesso: ciò che
noi preferiamo credere, è che la visione di Dio è
proibita in questo
mondo”. La mia risposta è che le opinioni degli
“studiosi”, come voi
sapete, non mi interessano perchè non desidero filosofare su
un
soggetto privato dall’ispirazione divina e dei profeti, molto
semplicemente. Nel mio precedente articolo, ho intenzionalmente
menzionato la parola del profeta Maometto
nell’interpretazione dei
Jalalein del primo versetto della sura “il Viaggio
Notturno”
(Trasportò) in cui egli dice: “Ho visto il mio
Dio”.
Io faccio affidamento all’esperienza dei profeti senza
ascoltare gli
studiosi ed i filosofi che vogliono impedirmi di vedere Dio. Io spiego
dunque le ali e volo per rispondere all’appello inviato da
Dio ai suoi
profeti e ai cuori puri, chiedendo loro di elevarsi e di sublimare i
loro pensieri aldilà della materia e della logica ristretta
degli
uomini. Io scalo le cime per poter contemplare il mio Dio, aiutato
dalla sua santa ed onnipotente grazia.
Menziono qui un esempio per chiarire il mio pensiero: Si tratta di un
dialogo tra un cieco ed un chiaroveggente. Il vedente dice al cieco:
“Guarda come il sole è bello al suo
levarsi!” Il cieco risponde: “No,
nessuno può vedere il sole”. Il vedente riprende:
“Ma sì! Io lo vedo!”.
Ed il cieco: “Ma no, nessuno lo vede!”. Io dico che
i due hanno
ragione. Il chiaroveggente vede e se ne rallegra; ed il cieco non vede.
L’importante è di mettere, se possibile, la pace
tra i due, lasciando
il vedente a rallegrarsi della sua visione e pregando per la guarigione
del cieco.
Con quest’esempio, io non voglio attaccare nessuno,
credetemi. Io lo
cito, essendo obbligato a chiarire la mia risposta, e lo faccio con
grande amore, non per confondere. Il mio scopo non è
offendere, ma
testimoniare per una verità. Né nella mia
risposta attuale, nè nella
mia prima, ho avuto l’intenzione di ferire chicchessia, come
voi mi
accusate. Sì, ho provato a testimoniare, e con fermezza, ma
con grande
rispetto, in favore dell’unità
dell’Ispirazione Divina per onorare Dio
prima di piacere agli uomini. Io desidero, tuttavia, scusarmi
anticipatamente nei confronti di quelli che si sentiranno coinvolti
dall’esempio citato, ripetendo ancora che questa non
è la mia
intenzione. Io credo nei profeti e in ciò che Dio ha loro
rivelato e
impiego tutto il mio sforzo per invitare i credenti ad elevarsi verso
le più alte sommità dello Spirito, allo scopo di
essere in compagnia
del Creatore, come hanno fatto molti credenti e mistici -Cristiani e
Musulmani- tra cui il mistico musulmano El Hallaj.
7) Voi pretendete di aver risposto in dettaglio nella rivista alla
questione dell’unità dell’Ispirazione
Divina, ma non lo avete per
niente fatto. Allo stesso modo, voi evitate di rispondere alle mie
osservazioni sul preteso vangelo di Barnaba che voi avete menzionato e
che io ho dimostrato essere un falso; voi avete ancora evitato di
rispondere al soggetto dell’impossibilità di
annullare la “legge” di
Gesù, che non ha altra legge che quella dell’amore
e della giustizia,
non di culto e di tradizione materiale che bisogna annullare.
8) Nella vostra quinta risposta al mio libro voi prendete la difesa del
Corano e parlate a lungo della sua grandezza, della sua influenza sulla
lingua araba e dello stile impeccabile del profeta Maometto. Voi
presentate tutto ciò lasciando credere al lettore che io non
ne sia
convinto. Eppure, io non ho mai affrontato questi soggetti nel mio
libro, credendo fermamente al fatto miracoloso del Corano, al suo genio
letterario e spirituale, convinto che è stato veramente
ispirato al
nostro profeta Maometto. La mia fede in questo è totale.
Ora, ecco che
voi presentate questi soggetti nel quadro della vostra risposta al mio
libro, come se io non ci credessi. Voi avete dunque intenzionalmente
perseguito la vostra determinazione a sfigurare il contenuto del mio
libro.
9) Quanto ai pochi esempi che voi avete citato nella vostra quinta
risposta sulla questione della Tavola Celeste (l’Eucaristia),
essi
significano semplicemente che gli sforzi d’interpretazione
proseguono
sempre. Non scopriranno la verità su questa
“Tavola Celeste” che coloro
che si umiliano e che domandano al Vangelo il suo vero senso
perchè,
come voi dite: “L’opinione generale a proposito di
questa Tavola è che
essa è discesa dal Cielo con, al di sotto, un nutrimento
consumabile di
cui Dio solo conosce l’essenza”. Dio ne ha definito
l’essenza nel
Vangelo di Giovanni al capitolo 6,51-63, di Matteo al capitolo
26,26-29, di Luca 22,19-20 e di Marco 14,22-25 così come
nella prima
lettera di Paolo ai Corinzi: 1Cor 11,17-33. Eppure alcuni non ci
credono e la rifiutano, come l’hanno rifiutata gli Ebrei un
tempo e
molti altri, ancora oggi. Io ho spiegato il senso di questa Tavola
celeste nel mio libro.
10) Voi reiterate nella vostra quinta risposta l’appello del
Corano che
invita la “gente del Libro ad una Parola che renda tutto
eguale (cioè
ad un accordo equo) fra noi e voi; conveniamo che noi non adoreremo se
non Dio e non gli assoceremo checchessia, e nessuno di noi
prenderà
altri come signori, all’infuori di Dio” (Corano III
; Famiglia d’Imran,
57). Notate che il Corano, sapendo che la gente della Bibbia non
associa “nessuno” a Dio, domanda loro di non
associare un’altra “cosa”
(come il denaro, per esempio). Noi abbiamo risposto a questo nobile
invito, i miei compagni e io stesso, e abbiamo trovato la parola comune
d’intesa tra i Musulmani e i Cristiani sinceri, non gli
altri. Noi ci
siamo sottomessi (islamizzati), non solamente a Dio, ma anche a tutti i
Libri ispirati, come impone il Corano dicendo: “I fedeli
credono in
Dio, a i suoi angeli, a i suoi Libri (al plurale)” (Corano II
; la
Vacca, 285).
Noi crediamo nella Torah, nel Vangelo e nel Corano.
A mio avviso, voi avete molta ragione nel dire: “Il
monoteismo di
alcune persone è un monoteismo allontanato dal Dio unico e
tinto di
politeismo, perché Dio dice: ‘non è
permesso a noi di associare a Dio
alcunché; ciò avviene per la grazia di Dio verso
di noi e verso gli
uomini, però i più di essi non gli rendono
grazie” (Corano XII ;
Giuseppe, 38). Anch’io sono di questo avviso,
poichè ve ne sono molti
che credono in Dio, ma Gli associano molte altre
“cose” come il denaro,
la gloria ed i piaceri, come io menziono nel mio libro. Ce ne sono
altri che pretendono di credere al monoteismo, ma associano a Dio
l’adorazione della propria mente, rifiutando i Libri ispirati
da Dio
per la nostra salvezza, perché la loro stretta
mentalità materialista è
incapace di elevarsi per comprendere la sublimità del loro
contenuto
spirituale. Incapaci di comprendere queste Sante Scritture, essi le
calunniano e le trattano da falsificate. Che Dio ci aiuti a seminare la
pace, anche tra nemici.
(Il Dottor M. termina chiedendo alla rivista di voler pubblicare
l’insieme delle sue risposte allo Cheikh KR per essere giusto
ed equo).
Dottor M.
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