DIO
E’ PADRE
Vi
invio questo testo in seguito a una discussione avuta con un amico
musulmano. Quest’ultimo, di buona fede, sosteneva che non ci
si può considerare figli di Dio senza offendere Dio e
meritare la sua Collera. Per piacere a Dio, insisteva, bisogna
considerarsi suoi schiavi.
Questa
mentalità è diffusa nel mondo musulmano a causa
di un versetto coranico mal compreso: “Dio non è
stato generato e non genera”, da intendere “come
fanno gli dei della mitologia politeista” al tempo in cui il
Corano fu ispirato. Questo versetto risponde, dunque, alla mitologia
politeista e non riguarda in alcun modo la paternità
spirituale di Dio.
I
Cristiani, quanto a loro, chiamano Dio loro Padre, ma, il
più delle volte, agiscono nei suoi riguardi come schiavi
timorosi, non come figli fiduciosi. I loro culti affettati e le loro
attitudini timide e calcolate ne sono la prova. Ora, San Giovanni dice:
“Nell’amore non c’è timore, al
contrario l’amore perfetto scaccia il timore,
perché il timore suppone un castigo e chi teme non
è perfetto nell’amore” (1 Gv.4,18).
Tutta
la Rivelazione biblica proclama la nostra adozione da parte di Dio in
Gesù. Ecco qualche testo:
1.
Nel Vecchio Testamento, Dio aveva già detto tramite Geremia:
-
Ger.3,19: “Io pensavo: Come vorrei considerarti tra i miei
figli… Io pensavo: Voi mi direte: “Padre
mio” e non tralascerete di seguirmi”.
2.
Gesù, a sua volta, ci domanda di indirizzarci a Dio come
Padre:
-
Mt.6,9 / Lc.11,1: “Quando pregate, dite: Padre nostro che sei
nei cieli…”.
3.
San Giovanni conferma questa verità:
-
Gv.1,12: “A quanti però L’hanno accolto,
(Gesù) ha dato il potere di diventare figli di
Dio”.
-
1 Gv.3,1-2: “Quale grande amore ci ha dato il Padre per
essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! La ragione per cui
il mondo non ci conosce è perché non ha
conosciuto Lui. Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di
Dio”.
4.
San Paolo allo stesso modo insiste con forza sulla nostra adozione
divina in Gesù:
-
Rm.8,14-15: “Tutti quelli infatti che sono guidati dallo
Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno
spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno
spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo:
‘Abbà, Padre!’ Lo Spirito stesso attesta
al nostro spirito che siamo figli di Dio”.
-
Gal.4,4-7: “…Dio mandò il suo
Figlio… perché ricevessimo l’adozione a
figli. E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha
mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida:
Abbà, Padre! Quindi non sei più schiavo, ma
figlio; e se figlio, sei anche erede per volontà di
Dio”. Questa rivelazione di Paolo ci insegna che, tramite
Gesù, noi riceviamo uno spirito, una nuova concezione della
nostra relazione con Dio. Noi non siamo più schiavi, ma
figli. Bisogna avere lo Spirito di Dio per comprendere ciò.
Quelli che non hanno lo Spirito di Dio non capiranno niente. Ecco
perché, nelle nostre discussioni con gli altri non dobbiamo
cercare di convincerli. E’ sufficiente informare e
testimoniare, seminare il grano e continuare la nostra strada senza
insistere.
Coloro
che hanno lo Spirito di Dio, essi soli, comprenderanno.
Dio
desidera dei figli, non degli schiavi. Gesù è
venuto a liberarci, non a ridurci in schiavitù (Gv.8,31). O
si è “figli di Dio” o “figli
del diavolo”. Non ci sono schiavi in Cielo, ma solamente
figli; non ci sono figli presso il diavolo, tutti sono schiavi.
Rifiutare Dio come Padre significa diventare schiavi del diavolo.
Questo è l’insegnamento della Rivelazione Divina.
Peraltro,
il Corano non incita i credenti a rigettare la paternità
divina. Quando il Corano incita i credenti a
“adorare” Dio è in uno spirito di
libertà, non di schiavitù, che li invita a farlo,
con amore non con paura, sapendosi figli, non estranei. Ora alcuni
rifiutano anche la relazione d’amore con Dio preferendo uno
relazione di rispetto. L’amore non esclude il rispetto; al
contrario, l’impone. Alcuni affermano che sia
“vergognoso” amare Dio. Nessun versetto del Corano
insegna questo. Quanto alla Bibbia, essa ci spinge ad “amare
Dio con tutto il nostro cuore e con tutte le nostre
forze…” (Dt.6,5 / Lc.10,25-28). San Giovanni
afferma: “L’amore è da Dio: Chiunque ama
è generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha
conosciuto Dio, perché Dio è Amore” (1
Gv.4,7-8).
Coloro
che pensano diversamente non sono illuminati da Dio, ma dallo spirito
satanico ingannatore che finirà per allontanarli
dall’amore di Dio, dall’adozione filiale divina,
per farne, in fin dei conti, degli schiavi dei demoni. Quelli che
negano la relazione d’amore tra Dio e l’uomo in
nome del Corano ignorano lo Spirito del Corano e misconoscono Maometto,
il nobile profeta dell’Islam che, come tutti i profeti, era
infiammato dell’Amore Divino.
Miei
beneamati, vi scrivo questo perché voi realizziate
l’eccellenza della nostra vocazione in Gesù. Senza
orgoglio, ma con grande fierezza, noi siamo
“già” figli di Dio e Dio è il
nostro Padre meraviglioso con il suo amore senza limiti. Tutti gli
uomini sono invitati a questa adozione filiale. Noi rispondiamo con
amore e con una gioia immensa a questa chiamata. Noi non abbiamo certo
il monopolio dell’adozione divina; al contrario, noi
desideriamo che tutti gli uomini rispondano con semplicità
di cuore a questa chiamata divina. Gesù è venuto
per donare agli uomini un tale Padre. Beati coloro che Lo accettano e
non si lasciano smarrire da ragionamenti umani ispirati dal diavolo.
Con
infinita riconoscenza noi osiamo chiamare Dio
“Abbà (Papà)! Nostro Padre”.