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[Ritorno pagina italiana]
LA
CHIAVE
DELL'APOCALISSE
IL
CRISTO SMASCHERA L'ANTICRISTO
Di Pietro II
DEDICATO A
GESU'
IL MESSIA VIVENTE
TORNATO IN MEZZO NOI
IL 13
Maggio 1970
Gesù ha rivelato il segreto
del Libro dell'Apocalisse
in Libano.
"Vieni con
me dal Libano, o Sposa,
con me dal Libano vieni …"
(Cantico dei Cantici 4, 8).
"Certo,
ancora un po’
e il Libano si cambierà in un frutteto
e il frutteto sarà considerato una selva.
Udranno in quel giorno i sordi le parole di un libro;
liberati dall'oscurità e dalle tenebre,
gli occhi dei ciechi vedranno…
Perché il tiranno non sarà più, sparirà il
beffardo,
saranno eliminati quanti tramano l'iniquità. "
(Isaia 29, 17-20).
INTRODUZIONE [Ritorno]
L'Apocalisse,
o Libro
della Rivelazione di San Giovanni, è un Libro profetico su
eventi e protagonisti del XX secolo. Questo periodo storico, alquanto
tumultuoso, si riferisce al ritorno e alla distruzione finale di una
"Bestia": l'Anticristo, è l'era del ritorno di Cristo.
Questo
Libro è stato rivelato a Giovanni, l'Apostolo di Gesù, in
simboli nel 95 D.C. E' un Libro chiuso "sigillato con sette sigilli"
(Apocalisse 5, 1). Questo significa che il suo segreto è
custodito perfettamente. Nessun uomo può riuscire a svelare il
suo mistero con uno sforzo personale (Apo 5, 3). Solo Gesù
può spiegare i suoi simboli. Solo Egli possiede la chiave per
interpretare i suoi enigmi (Apo 5, 5-7). Gesù manderà il
Suo messaggero con questo "piccolo Libro aperto" (Apo 10, 1-2)
per rivelare il significato dei suoi simboli, quando le profezie, in
esso contenute si saranno realizzate (Apo 22, 10/ 22, 16).
Questa
interpretazione del Libro dell'Apocalisse non è il risultato di
uno sforzo personale. Non avrebbe, in tal caso, alcun valore. E' la
conseguenza di una rivelazione sconvolgente che Gesù stesso ha
fatto a un prete Libanese. Gesù gli ha rivelato l'insospettabile
identità de "la Bestia" nominata nel capitolo 13 di questo Libro
santo, per informare tutti gli uomini di buona fede, tutti i veri
credenti.
L'Apocalisse
predice il ritorno di questa "Bestia" che era già
esistita in passato (Apo 17, 8).
Anche
Gesù, però, ritorna per smascherare e distruggere
la Bestia e per ricostituire il Regno di Dio (Apo 1,7/ Apo 22, 20).
Questa
Bestia è l'Anticristo menzionato dallo stesso Giovanni nelle sue
lettere (1 Gio 2, 22/ 2 Gio 7). La rivelazione della sua
identità è la Chiave che apre il "Piccolo Libro"
sigillato dell'Apocalisse, perché, per deduzione, spiega tutti i
simboli apocalittici.
L'autore di
queste pagine è il prete a cui Gesù ha confidato questa
Chiave. La rivelazione di questo messaggio ha causato persecuzioni e
minacce nascoste da parte di molti cristiani Libanesi, vescovi, preti e
laici al servizio della Bestia. Sedotti dalle sue proposte e impauriti
dalla sua potenza, hanno preferito servirla. In questo modo hanno
sacrificato la loro nobile Missione: testimoniare Gesù Cristo
(Mat 24, 10-12).
Il prete a
cui è stata affidata la Missione apocalittica ha dovuto rompere
tutti i legami con la Chiesa a causa del coinvolgimento di questa in
favore della Bestia. Pietro, l'apostolo di Gesù, ha agito allo
stesso modo nel passato nei confronti della Sinagoga per "obbedire a
Dio piuttosto che agli uomini" (Atti 5, 27-29). Questa è stata
una liberazione morale e una restaurazione spirituale per quel prete
come per tutti quelli che hanno creduto al suo Messaggio. Hanno deciso
di "giudicare da loro stessi ciò che è giusto" come
Gesù chiede di fare ai suoi discepoli (Luc 12, 56-57). Questi
pioneri della liberazione spirituale vengono da varie religioni e
condizioni. Credendo nel Messaggio Apocalittico, con l'amore genuino e
la salda unità che regnano tra di loro, hanno dato avvio alla Restaurazione
Universale profetizzata da Pietro (Atti 3, 20-21).
Questa
liberazione li ha trasformati in Credenti Indipendenti e in testimoni
autentici dell'unico e solo vero Messia, Gesù di Nazaret.
CAPITOLO
I [Ritorno]
LA CHIAVE DELL'ENIGMA
L'Apocalisse
contiene un enigma: una Bestia misteriosa è menzionata nel
capitolo 13: "Vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e
sette teste...", ha detto San Giovanni.
Chi
è questa Bestia? Questo è il principale enigma
apocalittico che gli uomini si sforzano di risolvere. Solo i saggi e
gli intelligenti saranno in grado di farlo:
"Qui sta la
sapienza. Chi ha intelligenza calcoli (scopra)
il numero della bestia: essa rappresenta un nome d'uomo. E tal cifra
è seicentosessantasei" (Apo.13,18).
Questo
enigma fondamentale è la Chiave di tutti gli enigmi
dell'Apocalisse. Svelandolo, il significato di tutti gli altri simboli
diviene chiaro.
Il termine
Apocalisse deriva dal greco (significa rivelazione), la lingua
originale in cui questo libro è stato scritto. Il libro comincia
con la parola "Rivelazione/Apocalisse" che ha dato il nome al libro. In
greco "calipso" vuol dire coprire per cui "Apocalisse" significa
scoprire, smascherare, rivelare ciò che è nascosto.
Ciò
che è nascosto nell'Apocalisse è l'identità della
Bestia. Da venti secoli -da quando l'Apocalisse è stata rivelata
a Giovanni nell'anno 95 D.C.- molti hanno cercato di svelare il suo
mistero. Tutti questi sforzi umani, però, sono risultati vani.
Finalmente, il 13 Maggio del 1970, Gesù stesso ha svelato
l'enigma dell'Apocalisse. Prima di questa data alcuni pensavano che la
Bestia fosse l'Impero Romano, altri dicevano che fosse il Diavolo o il
Comunismo o Hitler o la bomba atomica. Nessuna di queste
interpretazioni, però, corrispondeva alle descrizioni che
l'Apocalisse da della Bestia. Questo, perché nessun uomo
può scoprire, da sé, chi realmente sia la Bestia.
L'Apocalisse stessa ci dice che "nessuno, né in Cielo, né
in Terra" è in grado di capire questo mistero, attraverso uno
sforzo personale, perché solo Gesù ha questo potere. San
Giovanni dice:
"E vidi
nella mano destra di Colui (Dio) che era assiso sul trono un libro a
forma di rotolo…sigillato con sette sigilli (completamente
segreto). Vidi un angelo forte che proclamava a gran voce:
Chi è degno di aprire il libro e scioglierne i sigilli? Ma nessuno
né in cielo, né in terra, né sotto terra era in
grado di aprire il libro e di leggerlo (capirlo). Io (Giovanni)
piangevo molto perché non si trovava nessuno degno di
aprire il libro e di leggerlo( per venti secoli nessuno ha potuto
spiegare l'Apocalisse).Uno dei vegliardi mi disse: Non piangere
più; ha vinto il Leone della tribù di Giuda, il Germoglio
di Davide (Gesù) e aprirà il Libro e i suoi sette
sigilli" (Apo.5,1-5).
Solo
Gesù può, quindi, rivelare il segreto dell'Apocalisse.
Questo è il motivo per cui il Libro era sigillato con sette
sigilli. Nel linguaggio profetico, il numero "sette" è il
simbolo della perfezione. Questo significa che il segreto era
perfettamente custodito (vedere Isaia 29,11).
L'Apocalisse,
inoltre, ci informa di un fatto importante: Gesù "apre il libro"
(lo spiega) rivelando il suo segreto ad un messaggero speciale.
San Giovanni ha visto quest'uomo venire nel mondo come un "Angelo che
teneva in mano un piccolo libro aperto" o un "piccolo rotolo
sciolto". Giovanni dice: "Vidi poi un altro angelo possente discendere
dal Cielo…Nella mano teneva un piccolo libro" (Apo.10,1-2).
Questo "piccolo libro aperto" è quello
che Dio tiene in mano chiuso, poiché era "sigillato con
sette sigilli". Ora è qui "aperto", "srotolato", nella
mano dell'angelo perché è spiegato e accessibile alla
mente. L'Apocalisse, infatti, in termini di volume, è solo un
"piccolo Libro". Le parole "venire giù dal Cielo"
significano che la spiegazione del Libro viene dal Cielo.
Nel
linguaggio profetico, "angelo" significa messaggero, un semplice uomo.
Poi, scrivendo ai responsabili delle sette Chiese, Gesù chiede a
Giovanni di: "Scrivi all'angelo della Chiesa di Efeso
(Apo.2,1)... Scrivi all'angelo della Chiesa di Smirne...
(Apo.2,8)... etc...". Questi "angeli" sono uomini.
Gesù
manda il Suo messaggero per spiegare i contenuti
dell'Apocalisse: "Io, Gesù, ho mandato il mio angelo (messaggero)
per testimoniare a voi queste cose riguardo alle Chiese"
(Apo.22,16).
Noi
abbiamo, quindi, due messaggeri apocalittici: San Giovanni e l'"angelo"
mandato dopo di lui. Giovanni ha ricevuto il messaggio apocalittico
sotto forma di simboli incomprensibili e il Signore gli ha
esplicitamente chiesto di non spiegarli: "Metti sotto sigillo quello
che hanno detto i sette tuoni (le parole dell'Apocalisse) e non
scriverlo (non spiegarle)"(Apo.10,4). Diciannove secoli dopo,
quando la Bestia è apparsa, anche Gesù è apparso
per spiegare l'Apocalisse e per mandare il Suo secondo messaggero
proprio con l'ordine opposto, spiegare gli enigmi dell'Apocalisse: "Non
mettere sotto sigillo le parole profetiche di questo libro,
perché il Tempo (del Ritorno di Cristo) è
vicino ( poiché la Bestia è apparsa)" (Apo.22,10).
Il mio
dovere, in coscienza, è quindi quello di rendere noti fedelmente
e pubblicamente i motivi per cui ho pubblicato questo messaggio.
Un
po’ di consigli:
Non
è sufficiente leggere questo testo e poi commentarlo in favore o
contro. Bisogna fare riferimento al testo del libro dell'Apocalisse. E'
un piccolo libro non occorre tanto tempo per leggerlo…e leggerlo
ancora, molte volte, aprendo il proprio cuore all'evidenza e alla
Verità.
CAPITOLO
II [Ritorno]
COME GESU' HA SVELATO
IL MISTERO
Il 13
Maggio del 1970, Gesù mi è apparso a Beirut (Libano),
per rivelarmi l'identità della Bestia nominata nel capitolo 13
del Libro dell'Apocalisse. Prima di questa visione sbalorditiva -in
tanti anni- molte altre visioni mi avevano preparato a questa
sconvolgente rivelazione. Le più importanti sono state le
seguenti:
1 -
Gesù mi apparve nel 1968 e mi chiese:
"Ho un
segreto da rivelarti che farà insorgere molti nemici contro di
te: per amore Mio accetti?" Io risposi: " Sì! ". Mi ha
abbracciato teneramente, poi è scomparso.
2
Pochi mesi dopo, mi apparve ancora e disse: "Per prima cosa, voglio
sapere se tu sei fanatico". In quel momento non seppi cosa rispondere.
Alla fine balbettai timidamente: "Se essere fanatico vuol dire credere
in te ciecamente, non è questo il caso. Io so perché
credo in Te". Mi guardò fisso negli occhi, non rispose nulla e
poi sparì. Anni dopo, comunque, capii che Gesù si
riferiva in particolare al fanatismo della maggioranza dei Cristiani
nei confronti dell'Islam e dei Musulmani.
3 - Dopo un
po’ di tempo, Gesù mi disse: "Molti Cristiani rifiuteranno
le mie profezie bibliche. Essi fanno finta di credere nella Bibbia, ma
non le prestano alcuna attenzione. Tu farai cadere queste maschere". Io
non compresi, in quel momento, cosa Gesù intendeva dire.
4 Il
28 Aprile del 1969, il Signore mi disse: "Dì loro che chiunque
dirà: -Santo, Santo, Santo è il Signore Dio Onnipotente,
benedetto è Colui che viene nel nome del Signore- vedrà
nella propria anima Colui che rivelerà la verità".
(vedere Isaia 6,3 e Matteo 21,9)
5 Il
4 Maggio del 1969, mi trovavo nel convento del Santo Redentore, vicino
Sidone, nel sud del Libano. Ebbi questa visione: La Bibbia era aperta
al capitolo 10 del Libro dell'Apocalisse e questi versetti risaltavano
chiaramente in francese:
"Tu devi
profetizzare ANCORA su molti popoli, nazioni e re" (Apo.10,11).
La parola
"ANCORA" appariva a lettere maiuscole brillanti scintillanti in
sincronia con i battiti del mio cuore, come se fossero legate ad esso.
Poi, comparve un braccio potente steso di luce con l'indice puntato
contro il mio petto e sentii una voce molto possente dirmi: "Questa
missione è affidata a te!" In quello stesso momento, udii il
telefono squillare. La Voce mi disse: "Questa telefonata è per
te; chiederanno di te dal Libano. Questo sia un segno del fatto che
sono Io che ti sto parlando". In ogni modo io non risposi al telefono,
perché ero solo un ospite nel convento. Uno dei monaci doveva
farlo. Il telefono continuò a suonare per un po’ di tempo.
Io non
sapevo nulla riguardo questo libro dell'Apocalisse! Lo avevo solo letto
un paio di volte, molti anni prima, senza capirci nulla. Non mi
ricordavo niente dei suoi contenuti e non mi sentivo per niente
attrattatto da esso. Spettava a qualche altro scienziato della Bibbia
spiegarlo. Io mi sentivo pienamente soddisfatto dagli altri Libri della
Bibbia, dalle profezie sul Messia, dal Vangelo con le chiare parole di
Gesù contenute in esso. Come la maggior parte della gente,
compresi molti religiosi, non mi sentivo per niente attratto da questo
Libro, a causa dei suoi simboli misteriosi che scoraggiano molti
lettori.
In
più, ero profondamente colpito da questa visione. Aprii
immediatamente il capitolo dieci dell'Apocalisse. Fui profondamente
scosso, quando trovai questo versetto apocalittico nella Bibbia, nel
punto esatto in cui lo avevo appena visto nella visione. L'unica
differenza era che la parola "ancora" non era in lettere maiuscole. Non
sapevo cosa pensare: "Forse è il Demonio che vuol farmi credere
di essere qualcuno importante". Ebbi paura. Presi il mio Rosario e mi
affidai alla Vergine: "Tu sei la mia Mamma; illuminami". Poi mi
affrettai in giardino per recitare il Rosario.
Come stavo
attraversando la porta il portiere mi chiamò: "Padre, dove
eravate? Perché non avete risposto al telefono? Qualcuno dal
Libano ha chiesto di voi"! Fui scioccato dalle parole del portiere;
risposi che era compito di un monaco rispondere, non mio. Mi domandai
se questa telefonata poteva, infatti, essere un segno del fatto che la
visione proveniva dal Cielo.
In quel
momento, non ero conscio del perché dovevamo "profetizzare ancora
su…".
Questa
visione fu il mio primo contatto profondo con questo "piccolo Libro".
Nonostante ciò, mi lasciò del tutto distaccato e
fermamente deciso ad ignorarlo.
[Ritorno]
6 - Il 19
Aprile del 1970, Gesù mi chiese:
"Per quale
motivo ho mandato Maria, la nostra Mamma, perché apparisse a
Fatima e non in qualche altro posto? Se tu possiedi saggezza,
rispondimi". Non sapevo cosa rispondere e mi sentii imbarazzato. Dopo
un attimo di riflessione, confessai umilmente: "Io non lo so".
Gesù
mi disse ancora con molta gentilezza: "Rifletti ancora". Vedendo che
stavo disperatamente cercando una risposta, rispose Egli stesso: "Per
battezzarla".
Battezzare
Fatima ?! Quello era il nome della figlia del Profeta Maometto. Poteva
ciò significare la conversione del mondo musulmano?
"Fatima",
però è anche il nome di un villaggio portoghese dove la
Beata Vergine è apparsa nel 1917 per dare un messaggio
importante che rimane segreto ancora oggi, nonostante la Vergine avesse
chiesto al Vaticano di rivelarlo nel 1960. Questo "Segreto di Fatima",
non rivelato dai Papi e il segreto del Apocalisse sono la stessa cosa.
Il nome del villaggio deriva da "Fatima", la figlia di un Emiro
(principe) musulmano. Ella fu battezzata in Portogallo nel XII secolo,
durante la "Riconquista" cristiana di Spagna e Portogallo. Suo marito,
cristiano, il Principe Gonzalo Herminguez, diede il suo nome al
villaggio in cui la Santa Vergine ha scelto di apparire. Fatima
è anche il nome della figlia del Profeta Maometto, venerata
particolarmente dai Musulmani Sciiti che La considerano la "Madre dei
Musulmani Sciiti". Ella rappresenta quindi i Musulmani fedeli, in
particolar modo gli Sciiti, che sono cari a Dio per la loro battaglia
legale contro la "Bestia". Questa lotta è in sé stessa il
Battesimo di Fatima. Nostra Madre, Maria è apparsa a Fatima,
perché il mondo intero capisse che questo impegno islamico
contro Israele è benedetto dal Cielo. I Cristiani stessi
dovrebbero passare attraverso questo Battesimo per essere salvati.
Bisogna ovviamente discriminare tra questi veri Musulmani e i movimenti
fondamentalisti fanatici, non approvati dall'Islam genuino.
7 - Il 12
Maggio 1970, mi apparve a Beirut il Signore che guardava verso sud con
grande rabbia nei Suoi occhi, il Suo petto era largo, stava con il viso
sollevato e a testa alta. Disse in arabo: "Non mancherò di
rivelare i tuoi orrori, o Israele!".
8 - Il 13
Maggio del 1970, Gesù finalmente in una breve visione mi
rivelò il segreto dell'Apocalisse. Mi apparve all'alba sotto
forma di un raggio di luce splendente e mi disse:
"Oggi
è il 13 Maggio, il giorno in cui la Nostra Signora è
apparsa a Fatima (nel 1917). Apri il capitolo 13
dell'Apocalisse: LA BESTIA E' ISRAELE !".
Dopo avermi
perciò affidato la Chiave dei misteri apocalittici, Gesù
scomparve. Io ero completamente da solo e mi sentii solo del tutto
nell'affrontare questa terribile rivelazione…specialmente
perché a quel tempo io sostenevo Israele.
La Bestia
è Israele ?! Mio Dio ! Che parole !!
Mentre
Gesù mi parlava, della grida infernali interiori cercavano di
impedirmi di udire le Sue parole, che pecepii nonostante tutto. In ogni
modo quest'intervento del demonio cessò immediatamente quando
Gesù iniziò a dire, e io sentii molto chiaramente
ogni singola parola in francese: "Apri il capitolo 13 dell'Apocalisse:
La Bestia è Israele. Questa visione durò solo un minuto,
ma mise sottosopra tutta la mia vita…come fu per Paolo lungo la
strada per Damasco.
Dopo la
visione, rimasi in piedi stordito. Aprii questo capitolo 13
dell'Apocalisse, sperando di non trovarvi nominata nessuna bestia,
anche perché avevo simpatia e ammirazione per questo stato che
consideravo un salvatore invincibile dal "pericolo" islamico. Fui
profondamente scioccato nel trovarvi "una Bestia con sette teste e
dieci corna", a cui era stata data "potestà grande…una
delle sue teste sembrò colpita a morte, ma la sua piaga mortale
fu guarita. Allora la terra intera presa d'ammirazione andò
dietro alla bestia…" (Apo. 13,3), pensando che nessuno poteva
opporvisi, tutti dicevano: "Chi è simile alla bestia e chi
può combattere con essa?"(Apo.13,4). Solo gli eletti da Dio le
resisteranno, coloro i cui nomi sono scritti nel "libro della vita
dell'Agnello immolato (Gesù)" (Apo.13,8). Subito
realizzai che Israele ha un tale "potestà grande", che Io ero
uno dei suoi ammiratori sedotti, che la "ferita mortale" della Bestia
si riferiva sia alla distruzione passata di Gerusalemme nel 70 D.C. sia
certamente all'olocausto hitleriano. La gran parte dei popoli e delle
nazioni -tra cui io stesso- sono certamente sedotti da Israele,
ritenendo che nessuno può combattere contro questo stato. Solo i
figli di Fatima, i Musulmani, gli resistono.
Oltre a
ciò, in questo stesso capitolo, lessi che c'era anche una "seconda
Bestia... costringe la terra e i suoi abitanti ad adorare la
prima Bestia, la cui ferita mortale era stata guarita…"
(Apo.13,11-17). Conclusi qui che se la prima Bestia era Israele, la
seconda Bestia che la sostiene non potevano che essere i potenti Stati
Uniti d'America, che proteggono ed armano Israele. Allora capii chi
erano i "molti nemici che il segreto attirerà contro di me" e
chi erano "i molti popoli, nazioni e re su cui dovevo profetizzare ANCORA",
poiché, oggi, nessuno testimonia più contro Israele, come
avevano fatto in passato Gesù e i profeti. Doveva essere fatto
ANCORA. (Vedere Isaia 1,2-4/ Geremia 2, 26-37/ Michea 3,9-14/ Matteo
23, 33-37/ Giovanni 8, 44).
Mi sentii
profondamente confuso dopo questa rivelazione; la paura mi minacciava.
Di fronte a dettagli profetici così precisi, percepii
l'autenticità divina del Messaggio e la sua importanza.
Perché tutto ciò doveva essere rivelato a me? Io sono
inerme nei confronti di un tale nemico? Un'impressione di
serietà mi circondava. Sentii l'intenso bisogno di pregare,
profondamente e a lungo.
Iniziò
allora una battaglia di pensieri dentro di me: "Io sono un prete e,
come tale, non ho alcun diritto di immischiarmi in questioni
politiche", dicevo a me stesso. D'altra parte, però, realizzai
che il fenomeno di Israele non si limitava solo alla politica,
perché Israele si rifiuta di riconoscere che Gesù
è il Messia e che, nonostante il venir meno dell'Antica Alleanza
(Geremia 31,31-32), Israele pretende ancora di avere un diritto divino
sulla Palestina, in quanto "terra promessa" per gli Ebrei.
Capii,
quindi, che riconoscere qualunque diritto biblico a Israele significa
tradire Gesù e testimoniare contro il Suo Messaggio spirituale e
universale. Il problema era -senza alcun dubbio- di una dimensione
altamente spirituale. Ci voleva discernimento e sottigliezza per
scoprirlo: "Qui sta la Sapienza", dice l'Apocalisse, "Chi ha
intelligenza calcoli il numero della Bestia: essa rappresenta un nome
d'uomo. E tale cifra è 666" (Apo. 13,18).
Così
mi fu data la Chiave dell'Apocalisse. Mi viene ora chiesto di spiegare
questo Libro Santo che è rimasto nel mistero per così
tanto tempo. Ancora una volta, però, bisogna avere, come dice
l'Apocalisse, "sapienza", saggezza e acume per accettare questa Rivelazione
Divina, così chiara e semplice. E' necessario, anche, avere
fede e coraggio per andare contro, di nuovo, il coinvolgimento
pro-israeliano "di molti popoli, nazioni e re".
[Ritorno]
Tutti
questi pensieri mi misero in forte imbarazzo, a causa della corrente
opposta potente e pericolosa, Compresi, quindi, che questo era il
segreto pericoloso che Gesù doveva rivelarmi e che avrebbe
attirato molto nemici contro di me. Nel mio cuore, Lo sentii chiedermi
ancora: "Per Amore Mio accetti?". Allora io confermai di accettare
questa Missione, realizzando, questa volta pienamente, perché
dovevo "profetizzare ancora su molti popoli, nazioni e re".
Le persone
che mi stavano attorno, anche la mia stessa famiglia, alle quali parlai
di quest'argomento, mi si rivoltarono contro, soprattutto la mia stessa
famiglia. Questo confermava gli avvertimenti che Gesù aveva dato
ai suoi apostoli: "I nemici dell'uomo saranno qualli della sua casa"
(Matteo 10,36).
In quel
momento non compresi che queste difficoltà non erano che
l'inizio di una lunga battaglia. Infatti, l'odio contro di me crebbe,
quando il Signore mi disse in arabo il 15 Maggio del 1970: "Attento!
Non sporcare le tue mani con il sangue del Palestinese: Io e lui siamo
una cosa sola! Io sono rifiutato dagli Israeliani come lui". Poi,
attirando a Sé un uomo, Gesù aggiunse: "Non vedi la
somiglianza?". I due volti, infatti, si somigliavano perfettamente.
Da allora,
iniziai a leggere ancora e ancora il Libro dell'Apocalisse, con nuovo
interesse, alla Luce di questa nuova Rivelazione. Andando avanti nella
lettura e procedendo in ciò, i simboli misteriosi divennero
chiari uno dopo l'altro. Tra le altre cose, compresi allora, non senza
stupore, che il "nuovo nome" di Gesù, oggi, è
Palestinese: "Il vincitore… inciderò su di lui in nome
del mio Dio…e il mio nome nuovo", dusse Gesù.
(Apo. 3,12). Questo sarà uno scandalo per "molti popoli, nazioni
e re", compresi cristiani e guide religiose.
La Domenica
di Pentecoste, il 17 Maggio dello stesso anno, fui invitato dai membri
Palestinesi della mia parrocchia alla mostra del pittore Palestinese
Ismail Shammout. Io accettai l'invito a compiere il mio primo passo nel
mondo Palestinese che a quel tempo ignoravo totalmente. Arrivato
lì, fui profondamente colpito da un quadro: un Palestinese
"Fedayin" stava lì, forte e orgoglioso. Il suo petto era nudo,
possente, grande e grosso. I suoi occhi ardevano di purezza e di
giustizia. Stava in piedi con orgoglio e con rabbia, con le mani legate
dietro alla schiena e delle luci si riflettevano sul suo viso e sul
petto. Era circondato da soldati israeliani, che stavano dietro di lui
nell'oscurità. Le loro armi erano puntate con paura contro
dilui, avevano un aspetto meschino.
Tutto era
paradossale in questo quadro: Egli era il prigioniero, eppure sembrava
vittorioso; loro pensavano di essere i vincitori, ma sembravano
sconfitti; egli era il giudice e loro erano condannati. Guardai fisso
il volto dell'uomo per molto tempo: era il volto di Gesù quando
Lo avevo visto guardare fisso verso il Sud con rabbia, minacciando
Israele . Era anche lo stesso viso che avevo visto vicino al Suo,
identico al Suo. Mentre stavo lì, sentii anche il Signore dire:
"E così Io stavo di fronte al Gran Sacerdote quando,
accusandomi, mi chiese se Io fossi il Messia, il Figlio di Dio. Io
risposi di sì, con forza e fermezza, come in questo quadro. Egli
divenne rosso di rabbia con tutto il resto del Sinedrio e Mi
condannarono a morte".
Volli
immediatamente saperne di più su quel quadro. Il pittore
spiegò: "quest'uomo è rappresenta Mahmoud Hejazi, il
primo Fedayin che è stato imprigionato. Si trova ancora in
prigione in Palestina, nelle prigioni israeliani".
Due anni
più tardi Dio mi fece la Grazia di incontrare Mahmoud che era
appena uscito fuori di prigione. Ci abbracciammo calorosamente e
ciò mi ricordò l'abbraccio caloroso di Gesù,
quando accettai la rivelazione del segreto, nonostante le persecuzioni
che comportava.
Ancora, il
20 Maggio del 1970, Gesù mi disse: "Sì, il popolo
Palestinese è la pietra d'inciampo!"
Prima
dell'intervento di Gesù, ero completamente allo scuro del dramma
Palestinese; da quel momento fu suscitato il mio interesse e volli
andare a conoscere questo popolo e a capire il significato profondo
delle loro sofferenze e delle loro urla di dolore. Iniziai,
così, ad amarli come erano, a causa della grande ingiustizia che
gli era stata fatta e che identificava Gesù in loro.
Moltre
altre iniziative divine mi aiutarono a comprendere il Messaggio
apocalittico che mi viene chiesto oggi di rivelare. Quello che è
stato detto fino a qui è già sufficiente per qualsiasi
persona di buona volontà che desideri avere informazioni precise
sui fatti. Spero quindi di contribuire nell'offrire al lettore la
possibilità di capire spiritualmente la situazione, come
rivelata da Gesù, non di interpretarla politicamente secondo un
punto di vista umano e con la complicità dei vari
mass-media.
In questo
modo mi fu affidata la "Chiave" dell'Apocalisse. Ora io devo
spiegare questo "Piccolo Libro" che è rimasto nel mistero per
così tanto tempo. Di nuovo è necessario avere "sapienza"
per ammettere questa Rivelazione Divina che è
così evidente e così semplice. Bisogna avere fede, amore
per la verità e per la giustizia così come il grande
coraggio di resistere alle forti correnti opposte pro-israeliane di
"molti popoli, nazioni e re".
Con questa
"Chiave", si possono finalmente rompere i "7 sigilli" e comprendere
tutti i simboli apocalittici del Libro dell'Apocalisse. Ciò
perché questo Libro non fu dato per rimanere segreto e non
compreso. Non sarebbe, altrimenti, di nessun valore. Quando giunse il Tempo,
annunciato dall'Apocalisse, Gesù rivelò il mistero per
salvare gli uomini di buona volontà, di tutte le
nazioni, razze e credo religiosi -e gli Ebrei stessi- dall'incantesimo
di Israele.
Infine ,
è della massima importanza sottolineare due fatti importanti
che, prima o poi, tutti dovranno ammettere:
Il Libro
dell'Apocalisse, questo Libro oscuro, non ci è stato dato per
rimanere vago e mal interpretato. Non avrebbe per la vita spirituale un
valore né pratico, né salvifico.
L'interpretazione
di questo piccolo Libro non può essere il risultato di uno
sforzo strettamente umano; può venire a noi solo nello stesso
Modo in cui quella dei suoi simboli ci venne data da una Rivelazione
Divina come è spiegato più avanti. (Apo. 5,1-5).
Per questo,
non voglio sembrare uno di quelli che ancora offrono un'interpretazione
personale dell'Apocalisse. Sono chiamato a informare e ad
essere un testimone fedele di una Rivelazione Divina.
Infine
Gesù mi disse ciò che era stato detto in precedenza al
profeta Ezechiele:
"Parla e
rivela queste cose al mio popolo. Ascoltino o non ascoltino" (Ezechiele
2).
CAPITOLO
III [Ritorno]
PRESENTAZIONE DEL LIBRO
L'Apocalisse
contiene le profezie sul ritorno e sulla caduta di Israele. Questo
Stato non riapparirà mai più. E' la fine del suo
tempo. Questo è ciò che Gesù intendeva dicendo
"finchè i tempi dei pagani siano compiuti" (Lc 21,24),
conosciuti anche come la "fine dei tempi", intendendo la fine del tempo
dell'Anticristo e, secondo San Paolo, la fine del "mistero
dell'iniquità che è già in atto" (2 Tessalonicesi.
2,7). Gesù ha rivelato l'Apocalisse a Giovanni per mettere in
guardia i Suoi servitori. Oggi, questi "servitori" sono coloro
che credono nel Suo Messaggio attuale. Infatti il Libro inizia
così:
"Rivelazione
(Apocalisse) di Gesù Cristo, che Dio Gli diede (a
Gesù) per rendere noto ai suoi servi (i credenti)
le cose che devono presto accadere e che Egli (Gesù)
manifestò inviando il Suo angelo al Suo servo Giovanni
(Apo.1,1)... Beato chi legge e beati coloro che ascoltano la parole di
questa profezia e mettono in pratica le cose che vi sono scritte,
perché il tempo è vicino." (Apo.1,3).
Come molti
Cristiani, San Giovanni era esilio sull'isola di Patmos nel 95 D.C., a
causa dell'imperatore Domiziano. E' su quest'isola che egli ricevette
le sue numerose visioni apocalittiche:
"Io,
Giovanni,... mi trovavo sull'isola chiamata Patmos a causa della parola
di Dio e della testimonianza resa a Gesù Cristo" (Apo.1,9).
Egli rivela
di aver ricevuto due volte da Cristo l'ordine di scrivere le sue
visioni in un libro: "Quello che vedi scrivilo e mandalo alle sette
chiese" (Apo.1,11). "Scrivi, dunque, le cose che hai visto, quelle che
sono e quelle che accadranno dopo" (Apo.1,19). Il libro che
Giovanni scrisse è il Libro dell'Apocalisse. Da notare che parla
di due periodi diversi: "le cose che sono" e poi "quelle che accadranno
dopo". Questo secondo periodo si riferisce a un tempo
particolare nel futuro.
Quindi,
questo Libro, composto di 22 capitoli, è diviso in due parti ben
definite: una prima parte che riguarda il tempo di Giovanni, "le cose
che sono", una seconda parte concernente un periodo futuro, "quelle che
accadranno dopo". La missione del secondo messaggero apocalittico
è specifica: spiegare le profezie che si riferiscono al secondo
periodo, il futuro, che è ora attuale.
La prima parte.
E' composta
dai capitoli 1 a 3 ed è indirizzata alle sette più grandi
Chiese in Asia Minore (Turchia) fondate da Giovanni. Contiene
esortazioni alla fede.
Questa
parte, al contrario della seconda, è ben strutturata. Vi si
trova un'organizzazione sistematica e logica del testo che è
abbastanza comprensibile. Non ci soffermeremo su questi tre capitoli
che non riguardano lo scopo del nostro studio.
La seconda parte.
Va dal
capitolo 4 al 22. E' separata chiaramente dalla prima parte e inizia
così: "Dopo ciò ebbi una visione: una porta era aperta
nel Cielo. La voce…diceva: Sali quassù, ti
mostrerò le cose che devono accadere in seguito"(Apo
4,1). Questa parte riguarda, quindi, eventi futuri già
menzionati in Apo. 1,19.
Alcuni
pensano che i capitoli della seconda parte, come quelli della prima, si
adattino a tutti i tempi e a tutti i luoghi e che parlino di una
generica battaglia contro il male. Non è così,
perché Dio sottolinea un tempo particolare, futuro a
Giovanni, e un luogo preciso, la Palestina, come mostrano i
versetti seguenti:
1 -
"Rivelazione di Gesù Cristo che Dio Gli diede per render noto ai
Suoi servi le cose che devono presto accadere" (Apo 1,1).
2 -
"Scrivi, dunque, le cose che hai visto, quelle che sono e quelle che
accadranno dopo (il ritorno della Bestia)" (Apo.1,19).
3 - "Sali
quassù: ti mostrerò le cose che devono accadere in
seguito (il ritorno della Bestia)" (Apo. 4,1).
4 - "Vidi
poi un angelo (Gesù)...con una catena in mano...
incatenò Satana per mille anni... lo gettò
nell'Abisso...fino al compimento dei mille anni. Dopo questi,
dovrà essere sciolto per un po’ di tempo" (Apo 20,1- 3).
"Quando i mille anni saranno compiuti, Satana verrà liberato dal
suo carcere e uscirà per sedurre le nazioni..." (Apo 20,7).
5 - "La
Bestia che hai visto era, ma non è più, salirà
dall'Abisso, ma per andare in perdizione" (Apo 17,8). Tre indizi
importanti devono essere notati qui:
a- La
Bestia esisteva nel passato ("era"), prima che l'Apocalisse fosse
scritta.
b- La
Bestia non esisteva più quando Giovanni scrisse l'Apocalisse
("non è più"); non si può dire allora che la
Bestia è il male in generale, perché questo è
sempre esistito.Allo stesso modo ciò non si adatta all'Impero
romano, come alcuni credono, perché esso esisteva ancora nel 95
D.C.
c - La
Bestia ritorna dopo Giovanni, perché è detto "salirà
dall'Abisso". Il suo ritorno coincide con la liberazione di Satana
(Apo.20,7). Saliranno entrambi dall'Abisso allo stesso momento
(Apo.11,7/ 20,1-3). Cosa accadrà dopo è, dunque,
il ritorno della Bestia con la liberazione di Satana dall'Abisso.
6 -
"…Sette angeli che avevano sette flagelli; gli ultimi,
poiché con essi si deve compiere l'ira di Dio (contro
la Bestia)"(Apo.15,1). E' la fine della Bestia.
7 -
"…Dieci re, i quali non hanno ancora ricevuto un regno."
(Apo.17,12).
8 -
"…I quattro angeli sul Grande Fiume Eufrate (Iraq) pronti per
l'ora, il giorno, il mese, l'anno." (Ap. 9,15). Questa profezia si
riferisce ad un momento storico e ad un luogo ben precisi: l'Eufrate.
Questo si adatta perfettamente alla guerra internazionale contro
l'Iraq. Infatti, gli Stati Uniti, il cui presidente era George W. Bush
senior, e i loro alleati d'Europa avevano minacciato questo paese nel
1990, di intervenire con mezzi militari contro di lui, fissandogli una
data limite: la mezzanotte (l'ora) del 16 (il giorno) Gennaio (il mese)
del 1991 (l'anno). Questa minaccia fu effettivamente messa in pratica
immediatamente dopo la mezzanotte del giorno stabilito. Questa guerra
internazionale contro questo Paese dell'Eufrate è un segno
apocalittico evidente per tutti coloro che hanno lo Spirito profetico.
Questa è l'unica guerra della Storia mondiale di cui è
stato stabilito in anticipo " l'ora, il giorno, il mese, e l'anno"
precisi (Ap. 9, 15). Questa è una tromba apocalittica forte, che
solo i sordi non riescono a sentire. Per sottolineare l'importanza di
quest'evento, l'Apocalisse cita l'Eufrate ancora una seconda volta: "Il
sesto angelo versò la sua coppa sopra il Grande Fiume
Eufrate…" (Ap.16,12). Questa seconda citazione dell'Eufrate si
riferisce alla seconda guerra scatenata dagli Stati Uniti d'America il
19 marzo 2003 contro L'Iraq, sull'Eufrate. Queste due guerre sono state
scatenate da due presidenti americani, padre e figlio con lo stesso
nome: George W. Bush (padre) e George W. Bush (figlio).
Il primo,
George Bush padre, figura tra questi "10 re al servizio della Bestia ma
che non avevano ricevuto ancora il regno" al tempo di S. Giovanni
(Ap.17,12). Questo è il nono (vedere il seguente capitolo su
questi "10 re"). Suo figlio, George Bush Jr. - che porta
provvidenzialmente lo stesso nome - è dunque l'undicesimo re, ma
è uno dei dieci precedenti (tra i quali si trova già il
suo stesso nome) perché questa è l'opera di suo padre che
ambisce di finire. È dunque, uno di questi dieci re nello stesso
spirito profetico che l'ottavo re della Bestia è detto "
tuttavia uno dei sette" perché pretende di finire l'opera dei 7
precedenti (Ap 17,10-11).
La seconda
guerra contro l'Iraq viene così a compiere la seconda profezia
riguardante l'Eufrate, (Ap 9,14 / 16,12). È la guerra di
Armaghédon (Ap.16,16). La traversata dell'Eufrate per "i re
dell'Oriente" sarà compresa al momento del suo compimento (Ap
16,12).
9 - "Il
Signore, il Dio che ispira i profeti, ha mandato il suo angelo per
mostrare ai suoi servi ciò che deve accadere tra breve. Ecco, Io
(Gesù) verrò presto" (Apo.22,6-7). Tutti questi
avvenimenti sono i segni evidenti del tempo del Ritorno di Gesù.
10 - I tre
versetti seguenti indicano che gli eventi apocalittici hanno un
significato spirituale: questa è la battaglia finale tra
Gesù Cristo e i Suoi servi da una parte e l'Anticristo e i suoi
servitori dall'altra. Questa battaglia decisiva ha luogo in una precisa
località geografica: la Palestina e, in particolare, Gerusalemme:
a -
"…i quali (i pagani) calpesteranno la Città Santa (Gerusalemme)
per quarantadue mesi" (Apo.11,2).
b-
"…la Bestia che sale dall'Abisso farà guerra contro di
loro, li vincerà e li ucciderà. I loro cadaveri
rimarranno esposti sulla piazza della Grande Città…dove
appunto il loro Signore fu crocifisso"(Apo.11,7-8). Gesù
è stato crocifisso a Gerusalemme.
c- "Quando
i mille anni saranno compiuti, Satana verrà liberato dal suo
carcere e uscirà per sedurre le nazioni…per
adunarli…su tutta la superficie della terra (la Palestina)
e cinsero d'assedio l'Accampamento dei Santi e la Città
Diletta (Gerusalemme)" (Apo.20,7-9).
La "Bestia" è l'Anticristo [Ritorno]
Tutti gli
studiosi della Bibbia ammettono che la "Bestia" sia l'Anticristo di cui
scrisse San Giovanni e "l'Uomo Iniquo", "Colui che si contrappone" (il
nemico di Cristo: l'Anticristo) di cui parlò San Paolo (2
Tessalonicesi 2,3-4). Deve apparire nel tempo del Ritorno di
Gesù Cristo. Giovanni dice: "Chi è il menzognero se non
colui che nega che Gesù è il Cristo? Questo è
l'Anticristo!" (1 Giovanni 2,22).
Solo gli
Israeliti (gli Ebrei) sostengono che Gesù non sia il Messia e ne
aspettano un altro. La religione islamica testimonia che "Issa
(Gesù), il figlio di Maria" sia il Messia. Per di più, il
Corano rivela che Egli è "la Parola di Dio" e "lo Spirito di
Dio" (Corano sura III; La Famiglia d'Imran, 45).
Paolo ha
detto: "…riguardo alla Venuta (il Ritorno) del Signore nostro
Gesù Cristo…prima infatti dovrà avvenire
l'apostasia e dovrà essere rivelato l'Uomo Iniquo, il figlio
della perdizione, colui che si contrappone (l'Anicristo). Non ricordate
che, quando ero tra voi, venivo dicendo queste cose? "(2 Tessalonicesi
2,1-5).
I tempi
apocalittici si riconoscono dal ritorno della Bestia in Palestina, fino
al cuore di Gerusalemme. Là è dove l'Anticristo conduce
la sua battaglia contro il Cristo. Gesù distruggerà
questo nemico una volta per tutte e questa "Bestia" non
riapparirà mai più (Apo.17,8). Ciò conferma quello
che Gesù disse ai Suoi apostoli riguardo la fine dei tempi:"Ma
quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, sappiate allora che
la sua devastazione è vicina"(Luca 21,20). Dobbiamo anche
realizzare che è il tempo del Ritorno di Gesù Cristo.
Nella
parabola del fico, Gesù ci esorta a riconoscere questo momento
storico in cui la Bestia riappare e che precede quello del Ritorno di
Gesù:
"Dal fico
poi imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e
spuntano le foglie, sapete che l'estate è vicina. Così
anche voi, quando vedrete tutte queste cose (la Bestia in Palestina),
sappiate che Egli (il Figlio dell'Uomo: Gesù) è
proprio alle porte" (Matteo 24,32-33). E' quindi imperativo! Dobbiamo
scoprire l'identità della Bestia per realizzare che il Tempo del
Ritorno di Gesù è arrivato.
L'Apocalisse:
il Libro del Giudizio [Ritorno]
Il Libro
dell'Apocalisse è un Libro di giudizio: condanna la Bestia e i
suoi alleati (Apo.14,9-11), ma da una vita spirituale a quelli che
combattono contro essa: "Vidi poi un grande trono bianco e Colui che
sedeva su di esso…Furono aperti dei Libri (quelli della Bibbia).
Fu aperto anche un altro Libro (l'Apocalisse), quello
della Vita. I morti vennero giudicati in base a
ciò che era scritto in quei Libri…" (Apo.20,11-12).
"I morti"
rappresentano l'umanità annegata in un'ignoranza mortale. Non
sono le anime di quelli che hanno lasciato questa terra. Tutti coloro
che, su questa terra, ascoltano il Messaggio di questo Libro
Aperto e lo mettono in pratica ritornano alla Vita spirituale: "Beato
chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e mettono
in pratica le cose che vi sono scritte…"(Apo.1,3). In
passato, Gesù aveva utilizzato lo stesso linguaggio:
"…è venuto il momento - ed è questo- in cui i
morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l'avranno
ascoltata vivranno" (Giovanni 5,25). E' ovvio che Gesù
si riferisca al ritorno alla Vita spirituale. Questa è la "prima
Resurrezione" di cui si parla in Apocalisse 20,5. Il "piccolo Libro
Aperto" dà questa Vita a tutti coloro che ne ascoltano le
parole, coloro che "hanno orecchi per ascoltare ciò che lo
Spirito dice" a tutti gli uomini (Apo. 3,22).
Quest'
"altro Libro", che deve essere aperto dopo gli altri è
l'Apocalisse. E' stato "sigillato con sette sigilli nella mano di Colui
(Dio) che era assiso sul Trono" (Apo.5,1). E' aperto alle nostre
menti dopo gli altri Libri della Bibbia, perché è
stato capito per ultimo. Oggi, come aveva già fatto in passato,
Gesù ritorna dai Suoi nuovi Apostoli per "aprire le
loro menti all'intelligenza delle Scritture", in modo specifico
dell'Apocalisse (Luca 24,45).
Bisogna
notare che "Colui che siede sul grande trono bianco" nel capitolo 20,11
non ha in mano il Libro (o il rotolo) sigillato che teneva nel
capitolo 5,1. Questo perché "L’Agnello giunse e prese il
Libro dalla destra di Colui che era seduto sul trono" (Ap.5,7) per
darlo all’ "Angelo… nella mano teneva un piccolo Libro aperto"
(Ap.10,2). Questo Libro è, ancora, l'Apocalisse, piccolo in
quanto a volume, ma enorme in quanto a Saggezza Divina.
Dall'apertura
di questo "Piccolo Libro" ha avuto inizio il giudizio del mondo. Coloro
che si uniscono alla Bestia, l'Anticristo, siano anche Cristiani, si
oppongono a Gesù Cristo. Al contrario, coloro che la combattono,
anche se pagani, si uniscono all'esercito di Cristo. Il Giudizio Divino
avviene con il trionfo di Gesù e dei suoi servitori e con la
sconfitta finale della Bestia e dei suoi alleati: "Le dieci corna che
hai visto sono dieci re…Questi hanno un unico intento:
consegnare la loro forza e la loro potenza alla Bestia. Essi
combatteranno contro l'Agnello, ma l'Agnello li vincerà…e
quelli con Lui sono i chiamati, gli eletti e i fedeli
(Apo.17,12-14)…Vidi allora la Bestia e i re della terra con i
loro eserciti radunati per muovere guerra contro Colui che era seduto
sul cavallo (Gesù) e contro il suo esercito. Ma la Bestia
fu catturata e con essa il falso profeta che alla sua presenza aveva
operato quei portenti…Ambedue furono gettati vivi nello stagno
di fuoco" (Apo.19,19-21).
Da notare,
quindi, che due parti si oppongono tra loro: l'Anticristo contro il
Cristo.
Gli alleati
della prima parte: il Drago, la Bestia, i Dieci Re e i loro eserciti.
La seconda
parte è composta da: il Cavaliere, il Suo Esercito, la Donna, i
due Testimoni e dall'Angelo.
Nel
capitolo seguente vengono dati dei dettagli su ognuno di questi
protagonisti.
CAPITOLO
IV [Ritorno]
RIASSUNTO DELLA STORIA
La storia
narrata nella seconda parte dell'Apocalisse è presentata in
simboli e in maniera disordinata, cosìcche potesse essere
compresa solo qualora fosse stata data la Chiave della sua
comprensione. Ecco i protagonisti ed un riassunto della storia:
4,1 I protagonisti
alleati dell'Anticristo
A- Satana
Quando
Gesù venne la prima volta, incatenò il demonio:
"Ora
è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo
(Satana) sarà gettato fuori", disse Gesù (Giovanni 12,31).
L'Apocalisse
ha predetto la liberazione del demonio dopo mille anni simbolici:
"Vidi poi
un Angelo (Gesù) che scendeva dal Cielo con la chiave
dell'Abisso. Afferrò il dragone…Satana e lo
incatenò per mille anni…Dopo, questi dovrà essere
sciolto per un po’ di tempo…Quando i mille anni saranno
compiuti, Satana verrà liberato dal suo carcere e uscirà
per sedurre le nazioni…Gog e Magog, per adunarli per la
guerra…Marciarono su tutta la superficie della terra e cinsero
d'assedio l'accampamento dei santi e la Città diletta"
(Apo.20,1-9).
Il diavolo,
dopo esser stato incatenato dal Cristo, è liberato dall'Abisso
dall'Anticristo, la Bestia, il cui simbolo è la stella (di
David):
"Il quinto
angelo suonò la tromba e vidi un astro (una stella)
caduto dal Cielo sulla terra (la Bestia caduta). Gli fu data la chiave
del pozzo dell'Abisso; egli aprì il pozzo dell'Abisso e
salì dal pozzo un fumo (Satana liberato) come il fumo di una
grande fornace, che oscurò il sole e l'atmosfera" (Apo.9,1-2).
Quest'oscurità
è spirituale: il Sole della Verità e della Giustizia
scompare quando Satana si diffonde sulla terra. Questo è il
motivo per cui Gesù disse che il sole sarebbe diventato oscuro
(Matteo 24,29/ Apo. 6,12). La complicità tra Satana e la Bestia
è completa…..Gesù Cristo ha rifiutato qualsiasi
collaborazione con Satana. L'Anticristo, al contrario, la cerca. Il
clan satanico, così formato, è sostenuto dalla seconda
bestia allo scopo di impiantare la Bestia in Palestina per fondare il
Regno Sionista. Questo va contro la volontà esplicita di Dio
(vedere 1 Samuele 8 e il nostro testo "Il Dramma di Gesù").
B- La
Bestia [Ritorno]
1- Una
"Bestia" è esistita in passato. Non esisteva più nel 95
D.C. quando l'Apocalisse fu scritta. Giovanni vede il suo ritorno nel
futuro per un periodo breve, per scomparire poi per sempre:
"Vidi
salire dal mare una Bestia che aveva dieci corna e sette
teste…(Apo.13,1)... Chi ha intelligenza calcoli il numero della
Bestia: essa rappresenta un nome d'uomo. E tale cifra è 666
(Apo.13,18)… La Bestia che hai visto era (nel passato, prima
del 95 D.C.), ma non è più (nel 95 D.C.),
salirà dall'Abisso, ma per andare in perdizione" (Apo.17,8).
Israele
è l'unico stato che sia esistito nel passato (prima del 95
D.C.) come regno. Non esisteva nell'anno 95 D.C., poiché era
stato distrutto da Tito nel 70 D.C.
Sotto il re
Salomone, questo regno aveva raggiunto l'apice della sua gloria tanto
da divenire il famoso Impero Salomonico: "La quantità d'oro che
affluiva nelle casse di Salomone ogni anno era di 666 talenti, senza
contare quanto ne proveniva dai trafficanti…" (1 Re 10,14 / 2
Cronache 9,13). Per scoprire l'identità della Bestia, dobbiamo
paragonare il suo "numero" (666) al peso dell'oro (666
talenti = circa 17 tonnellate) ricevuto da Salomone, perché la
Bestia sogna di ristabilire l'Impero Salomonico, il "Grande Israele",
il cui simbolo diviene il numero "666". Si deve notare che il
numero della Bestia è un "numero d'uomo" (Apo 13,18), che
significa che questa Bestia è il simbolo di esseri umani.
Nel 786
A.C., Nabucodonosor mise fine, una prima volta, al regno ebraico.
Questo regno fu quindi ristabilito dai Romani nel 37 D.C., con Erode il
Grande come re. Gesù predisse la distruzione di questo secondo
regno di Israele quando "Gli si avvicinarono i Suoi discepoli per
farGli osservare le costruzioni del tempio. Gesù disse loro:
Vedete tutte queste cose? In verità vi dico, non resterà
qui pietra su pietra che non venge diroccata " (Matteo 24,1-2). Roma,
che aveva ristabilito il regno in Israele, gli mise fine una seconda
volta circa cento anni dopo. Distruggendo Gerusalemme e il Tempio nel
70 D.C. Tito, il Generale Romano, non sapeva che stava compiendo la
profezia di Gesù. L'Apocalisse annuncia il ritorno della Bestia,
una terza volta, ma solo per andare in perdizione per sempre: "e
più non riapparirà" (Apo.18,21).
Il
potere della Bestia
Durante il
periodo del suo terzo ritorno, la Bestia appare nel mondo con un grande
potere conferitole "dal Drago" (Satana) e dal suo potente
alleato "la seconda Bestia" (Apo.13,11):
"Il Drago
le diede la sua forza, il suo trono e la sua potestà grande"
(Apo.13,2).
Da notare
che è Satana (non Dio) che sostiene la Bestia, ed
è esso, non Dio, che riunisce i suoi sudditi dai "quattro punti
della terra" in Palestina (Apo.20,7-8).
Anche la
seconda Bestia dà il suo potere alla Prima Bestia:
"Vidi poi
salire dalla terra un'altra Bestia…Essa esercita tutto il potere
della prima Bestia in sua presenza…" (Apo.13,11-17).
La
"ferita" della Bestia
La Bestia
è stata ferita a morte, ma la sua ferita mortale è stata
guarita:
"Una delle
sue teste sembrò colpita a morte, ma la sua piaga
mortale fu guarita" (Apo.13,3).
Questa
"ferita mortale" si riferisce alla distruzione passata di Israele,
così come ai crimini di Hitler. Il profeta Geremia aveva usato
quest'espressione quando Nabucodonosor distrusse Gerusalemme: "I miei
occhi grondano lacrime notte e giorno, senza cessare, perché da
grande calamità è stata colpita la figlia del mio popolo
(Gerusalemme), da una ferita mortale" (Geremia 14,17).
La Bestia
è guarita dalla sua ferita mortale. Essa riappare potente e
gloriosa, ben sostenuta dai suoi alleati: il "Drago" e la "seconda
Bestia". Il mondo intero ammira la "risurrezione" di Israele.
Il
potere di seduzione della Bestia
Il mondo
intero ammira la Bestia che riappare, guarita dalla sua ferita mortale,
con tanta gloria e potenza. Tutti affermano che nessuno è capace
di combattere contro di essa:
"Allora la
terra intera presa d'ammirazione, andò dietro alla
Bestia…e adorarono la Bestia dicendo: Chi è simile alla
Bestia e chi può combattere con essa? (Apo.13.3-4)...E
gli abitanti della terra, il cui nome non è scritto nel Libro
della Vita fin dalla fondazione del mondo, stupiranno nel vedere che la
Bestia era (una volta nel passato) e non è più (in vita
nel 95 D.C.)…" ( Apo17,8)…ed eccola qua ritornata
gloriosamente.
Nessuno,
infatti, osa tanto da essere in grado di sconfiggere Israele. La grande
potenza di questa piccola nazione è molteplice (militare,
sociale, dei media, finanziaria, di lobbi internazionali...). Questo le
dà un potere internazionale che intimidisce o paralizza la
maggioranza della gente. Volente o no, il mondo segue la politica di
Israele. Anche il Vaticano non osa opporvisi, neppure testimoniando che
Gesù sia il Messia davanti alla potenza di Israele. Nessuno si
aspetterebbe, oggi, la tragica fine di Israele profetizzata
dall'Apocalisse.
Durata e
caduta della Bestia
Alla Bestia
è concesso un periodo di trionfo simbolizzato da 42 mesi.
Occuperà la Palestina, fino al cuore di Gerusalemme, prima di
scomparire improvvisamente:
-"i quali
(i pagani, il popolo della Bestia) calpesteranno la Città Santa
(Gerusalemme) per 42 mesi" (Apo.11,2). Sono considerati pagani (o
gentili) a causa del loro rifiuto di Gesù.
- "Quando
i mille anni saranno compiuti, satana verrà liberato dal suo
carcere e uscirà per sedurre le nazioni (i pagani o i
gentili nominati sopra) ai quattro punti della terra, Gog e
Magòg (simbolo dei pagani), per adunarli per la guerra
(non per la pace: shalom)…Marciarono su tutta la superficie
della terra (le colonie ebraiche) e cinsero d'assedio
l'accampamento dei santi e la Città diletta
(Gerusalemme). Ma un fuoco scese dal Cielo e li divorò"
(Apo.20,7-9).
Gli Ebrei
Sionisti (falsi Ebrei secondo Apo 2,9/3,9), inspirati da Satana,
non da Dio, sono venuti numerosi in Palestina dai quattro punti del
mondo. Sono corsi in fretta qua sedotti dal mito della "Terra
Promessa". Si sono stabiliti qui, attraverso la guerra, non in
modo pacifico. Hanno occupato l'intero paese, anche fino al cuore di
Gerusalemme che hanno proclamato la capitale di Israele. Giovanni ha
previsto la distruzione assoluta e finale di Israele sotto forma di un
fuoco simbolico che "disceso dal Cielo li divorò".
C- La
Seconda Bestia (Idieci Re) [Ritorno]
Dopo la
prima Bestia, Giovanni vede "un'altra Bestia" al suo servizio, che
stabiliva il suo impero imponendolo a tutte le nazioni, con ogni mezzo.
La seconda Bestia è chiamata anche il "Falso Profeta"
(Apo.19,20), perché parla in favore della prima Bestia e
profetizza falsamente il suo successo. E' simbolizzata anche dalle
"dieci corna" sopra le teste della prima Bestia che rappresentano i
"dieci re" al suo servizio:
- "Vidi poi
salire dalla terra un'altra Bestia…Essa esercita tutto
il potere della prima Bestia in sua presenza e costringe la terra e i
suoi abitanti ad adorare la prima Bestia, la cui ferita mortale era
guarita…potesse far mettere a morte tutti coloro che non
adorassero l'immagine della Bestia…e che nessuno potesse
comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della
Bestia o il numero del suo nome" (Apo.13,11-17).
- "Le dieci
corna che hai viste sono dieci re, i quali non hanno ancora
ricevuto un regno, ma riceveranno potere regale, per un'ora soltanto
insieme con la Bestia. Questi hanno un unico intento:
consegnare la loro forza e il loro potere alla Bestia" (Apo.17,12-13).
-
"…Ma la Bestia fu catturata e con essa il Falso Profeta che alla
sua presenza aveva operato quei portenti…(Apo.19,20)…E il
diavolo, che li aveva sedotti, fu gettato nello stagno di fuoco e
zolfo, dove sono anche la Bestia e il Falso Profeta…"
(Apo.20,10).
Da notare che i dieci re appaiono con la Bestia. Il sostegno
incondizionato degli U.S.A. a Israele rivela l’identità
della seconda Bestia. I “dieci re” sono i dieci presidenti
degli U.S.A. in carica dalla fondazione dello stato di Israele nel
1948, da Truman a Clinton che è il decimo e l’ultimo a
sostenere la Bestia in modo incondizionato: Truman - Eisenhower -
Kennedy - Johson - Nixon - Ford - Carter - Reagan - Bush Senior -
Clinton.
Un’altra interpretazione sarebbe di non contare Kennedy tra i
dieci re perché è stato assassinato senza terminare il
suo mandato (1961-1963). Johnson ne prese il posto. In questo caso Bush
Junior sarebbe effettivamente il decimo re.
Coloro che vogliono interpretare alla lettera inciamperanno,
perché “la lettera uccide, lo Spirito dà
vita”, disse Paolo (2 Corinzi 3,6).
George W. Bush Junior, pur essendo l’undicesimo, è uno dei
dieci precedenti poiché porta lo stesso nome del padre che
figura tra i dieci.
Senza questi dieci re dell’America, Israele non sarebbe né esistito né durato...
Alla fine comunque, i “dieci re” (a partire da Bush Jr) e
la Bestia stessa, delusi dalle loro stesse azioni, distruggeranno
Israele. Sarà una sorta di auto-distruzione: “Le dieci
corna che hai viste e la Bestia odieranno la prostituta
(Gerusalemme)… e la bruceranno col fuoco” (Apocalisse
17,16).
La Prostituta è la “donna seduta sopra la Bestia”
(Apocalisse 17,3-5). Giovanni spiega che “La donna che hai vista
simboleggia la Città Grande (Gerusalemme), che regna su tutti i
re della terra” (Apocalisse 17,18). Isaia l’aveva
già qualificata come prostituta: “Come mai è
diventata una prostituta la città fedele? Era piena di
rettitudine, la giustizia vi dimorava; ora invece è piena di
assassini!” (Isaia 1,21). Essa regna sui “dieci re”
e, attraverso essi, su gli altri capi di stato e i loro eserciti.
Giovanni la vide “squarciata in tre parti” (Apocalisse
16,19): Ebrea, Cristiana e Mussulmana, mettendo così fine al
sogno Sionista.
|

"E vidi che quella donna era ebbra del sangue dei santi e del sangue
dei martiri di Gesù."
(La Rivelazione 17:6)
|

"Dans les bras de ce père ivre de douleur, un
petit Palestinien victime de la violence israélienne."
(Téléphoto Reuters) L'Orient-Le Jour du 20.05.04
|
Quelli che
collaborano con la Bestia hanno il loro nome cancellato dal Libro della
Vita Eterna di Dio. Coloro che combattono la Bestia sono gli eletti da
Dio:
-
"L'adorarono tutti gli abitanti della terra, il cui nome non è
scritto fin dalla fondazione del mondo nel Libro della Vita
dell'Agnello immolato" (Apo.13,8-9).
4.2 - I protagonisti alleati del Cristo [Ritorno]
A - Il
Cavaliere
Il
Cavaliere nel Libro dell'Apocalisse è Gesù, il "Verbo di
Dio; Egli giudica e combatte con giustizia" contro i pagani:
- "Poi vidi
il Cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco; colui che lo cavalcava si
chiamava "Fedele" e "Verace"; Egli giudica e combatte con
giustizia…porta scritto un nome che nessuno conosce all'infuori
di Lui (Palestinese). E' avvolto in un mantello intriso di sangue (il
sangue delle vittime della Bestia)…e il Suo nome è Verbo
di Dio. Gli eserciti del Cielo lo seguono su cavalli bianchi (Hizb
Allah)" (Apo.19,11-16).
Questo nome
misterioso noto solo al Cavaliere indica che Gesù
assumerà un nuovo aspetto, conosciuto solo da Lui e da quelli a
cui Egli lo rivelerà (Apo. 3,12). Questo è il modo con
cui Egli ritorna "come un ladro" (Apo. 3,4/ 16,15/ 1 Tessalonicesi 5,4/
2 Pietro 3,10).
B - La
Donna
A
metà del Libro dell'Apocalisse appare una Donna raggiante:
- "Nel
Cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la
luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle"
(Apo.12,1).
Questa
Donna è Maria, la Madre del Messia:
- "Essa
partorì un figlio maschio (Gesù), destinato a governare
tutte le nazioni con scettro di ferro" (Apo.12,5).
Il diavolo
combatte contro la Donna ed i Suoi figli:
- "Or
quando il drago si vide precipitato sulla terra (con la "stella" di
Apo.9,1), si avventò contro la Donna che aveva partorito il
figlio maschio…(Apo.12,13)…Allora il drago si
infuriò contro la Donna e se ne andò a far guerra contro
il resto della Sua discendenza, contro quelli che osservano i
comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di
Gesù (contro la Bestia)" (Apo.12,17).
Questa
Donna, la Vergine Maria, è apparsa a La Salette (in Francia) nel
1846 per denunciare il tradimento del clero. Lì ha annunciato
anche l'apparizione vicina dell'Anticristo, sostenuta dai "Dieci Re".
Ella ha pure predetto il manifestarsi della "Bestia". Maria è
poi apparsa a Fatima (in Prtogallo) nel 1917, per mettere in guardia il
mondo contro i cataclismi apocalittici futuri. Ella ha affidato un
messaggio segreto al Vaticano, chiedendo al Papa di rivelarne il
contenuto nel 1960. Il Papa non ha obbedito, e il Messaggio è
rimasto nascosto nonostante il fatto che Papa Giovanni Paolo II abbia
fatto finta di averlo rivelato nell'estate del 2000. Abbiamo buoni
motivi per pensare che questo segreto sia legato al manifestarsi
dell'Anticristo e alla sua infiltrazione nel Vaticano stesso. Questo
fatto è già stato rivelato da Maria a La Salette, dove
Ella ha predetto che "Roma perderà la fede e diventerà la
sedia dell'Anticristo". Comunque, una cosa ancora rimane da rivelare al
mondo: l'identità dell'Anticristo! Il Papa non ha avuto il
coraggio di farlo! (Riferirsi al nostro testo "La Salette").
Gesù Stesso ha smascherato questo Nemico rivelando
l'identità della Bestia.
L'apparizione
di questa "Donna" ai giorni nostri è un segno apocalittico
evidente.
C
I "Due Testimoni".
Dio
manderà i Suoi "due testimoni" a profetizzare contro la Bestia
che trionferà su di loro e li ucciderà. Le persone si
rallegreranno e si congratuleranno con loro stessi per questo:
"Ma
farò in modo che i miei due Testimoni, vestiti di sacco,
compiano la loro misione di profeti (contro la Bestia e i suoi
alleati)…Essi hanno il potere di chiudere il cielo,
poiché non cada pioggia nei giorni del loro ministero profetico.
Essi hanno anche il potere di cambiare l'acqua in sangue e di colpire
la terra con ogni sorta di flagelli tutte le volte che lo
vorranno…la Bestia che sale dall'Abisso farà guerra
contro di loro, li vincerà e li ucciderà… Gli
abitanti della terra faranno festa su di loro, si rallegreranno e si
scambieranno doni, perché questi due profeti erano il tormento
degli abitanti della terra" (Apo.11,3-10).
Accusati di
essere "terroristi", i due testimoni sono attaccati dal mondo intero. I
due testimoni sono due popoli: i Palestinesi e i Libanesi,
soprattutto quelli del sud del Libano, che combattono contro la Bestia,
non quelli che collaborano con lei e si sottomettono a lei. Questi due
gruppi di uomini sono menzionati in un altro punto dell'Apocalisse: San
Giovanni ha visto "le anime di coloro (i Palestinesi, il Primo
Testimone) che furono immolati a causa della Parolo di Dio e della
Testimonianza che Gli avevano resa (testimoniando contro la Bestia). E
gridarono a gran voce (con tutto il loro cuore): -Fino a quando,
Sovrano, Tu che sei Santo e Verace, non farai giustizia e non
vendicherai il nostro sangue…?-". Dio risponde dicendo loro "di
pazientare ancora un poco, finchè fosse completo il numero dei
loro compagni di servizio e dei loro fratelli (i Libanesi, il
Secondo Testimone) che dovevano essere uccisi come loro"
(Apo.6.9-11).
Questi due
testimoni hanno il potere di "chiudere il cielo, poiché
non cada pioggia nei giorni del loro ministero profetico.
Essi hanno anche il potere di cambiare l'acqua in sangue e di
colpire la terra con ogni sorta di flagelli tutte le volte che lo
vorranno..." (Apo.11,6). Questi versetti simbolici significano che i
due testimoni hanno il potere di fermare, con azioni militari,
qualsiasi "processo di pace" fatto a loro svantaggio ( che è una
"falsa pace" come la Santa Vergine ha detto a La Salette). Questo
è il significato del potere che hanno di "chiudere il cielo" e
di impedire che piova, poichè "cielo" e "pioggia" sono simboli
di pace e di prosperità. Il potere di "cambiare l'acqua (del
battesimo) in sangue" indica che il loro sangue versato nel
combattimento contro la Bestia è una testimonianza di
Gesù e, come tale, ha il valore di un battesimo di sangue, non
di acqua (il battesimo di Fatima). Dio stima il loro sacrificio al
punto tale da ritenere, persino, che essi "siano messi a morte",
crocifissi come Gesù: "La Bestia che sale dall'Abisso
farà guerra contro di loro, li vincerà e li
ucciderà…dove appunto (a Gerusalemme) il loro Signore
(Gesù) fu crocifisso" (Apo.11,7-8). Questo battesimo di
sangue li rende discepoli di Gesù, dacchè Egli è
il loro Signore.
D - L'
"Angelo" dell'Apocalisse
Quest'
"Angelo" mandato dal Cielo è un uomo, come è stato
già spiegato nel capitolo uno
Quando la
Bestia è apparsa, Gesù ha rivelato il mistero
apocalittico al Suo "Angelo". Egli, quindi, lo manda con il "Piccolo
Libro Aperto"(Apo.10,1-2) per spiegarne il contenuto: "Non mettere
sotto sigillo le parole profetiche di questo Libro,perché
il Tempo è vicino" (Apo.22,10).
Una
caratteristica del Suo messaggero è che viene dall'oriente. E',
dunque, un'orientale. Infatti, Giovanni lo vide venire da Oriente
dell'Isola di Patmos:
- "Vidi poi
un altro angelo che saliva dall'oriente, e aveva il Sigillo del
Dio Vivente…" (Apo.7,2).
E'
dall'oriente, dal Libano, dove il Messia ha rivelato il Mistero
dell'Apocalisse, che quest'uomo è inviato per spiegare a tutto
il mondo i contenuti di questo "Piccolo Libro".
Il "Sigillo
del Dio Vivente" è lo stesso Piccolo Libro. Coloro che credono
nel suo Messaggio sono segnati dal Sigillo di Dio e sono quindi scelti
da Lui. Questa selezione degli eletti da Dio è fatta prima del
grande cataclisma universale (la terza guerra mondiale):
-
"…E gridò (l'Angelo) a gran voce ai quattro
angeli…: -Non devastate né la terra, né il mare,
né le piante, finchè non abbiamo impresso il Sigillo del
Nostro Dio sulla fronte dei Suoi servi"(Apo.7,3).
Gesù
ci aveva già messo in guardia contro questi giorni terribili che
precedono il Suo Ritorno e che cambieranno la faccia dell'intera terra:
-
"…sulla terra angoscia di popoli in ansia…gli uomini
moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà
accadere sulla terra (le armi nucleari minacciano tutto il
mondo)…Allora vedranno il Figlio dell'Uomo (Gesù) venire
su una nube con Potenza e Gloria grande" (Luca 21,25-27).
Gesù,
dopo aver annunciato tutti questi disastri, ha prontamente rassicurato
i Suoi discepoli, quelli segnati dal Sigillo divino:
- "Quando
cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo,
perché la vostra liberazione è vicina" (Luca 21,28).
- "Quando i
mille anni saranno compiuti, satana verrà liberato dal suo
carecere e uscirà per sedurre le nazioni ai quattro punti della
terra (gli Ebrei Sionisti: falsi Giudei secondo Apo.2,9 /
3,9)…per adunarli per la guerra (non per la
pace:shalom)..Marciarono su tutta la superficie della terra (la
Palestina) e cinsero d'assedio l'accampamento dei Santi e la
Città Diletta (Gerusalemme). Ma un fuoco scese dal Cielo (da
Dio) e li divorò" (Apo.20,7-9).
CAPITOLO
V [Ritorno]
RAGIONI
DELL'ERMETISMO
5.1
- La profezia sigillata spiegata in due tempi
L'Apocalisse
è rimasta ermeticamente segreta per molte ragioni. Una di
queste, la più semplice, è che le profezie contenute in
essa non si erano ancora compiute. Una profezia può essere ben
compresa solo dopo il suo compimento nella storia. Per questo
motivo, le profezie dell'Antico Testamento sulla Venuta del Messia
furono capite in dettaglio solo dopo la venuta di Gesù. Per
esempio, nessuno si aspettava che il Messia sarebbe stato messo a morte
da quelli che Lo aspettavano con tanto fervore e il capitolo 53 di
Isaia, che parla del Messia messo a morte dalla Sua stessa gente, era
incomprensibile prima della crocifissione di Gesù.
Allo stesso
modo, le profezie apocalittiche sulla Bestia erano completamente
oscure. Quando è apparsa, Gesù Stesso è , quindi,
intervenuto per rendere chiare le profezie che lo annunciavano. Senza
quest'intervento divino queste profezie sarebbero rimaste ermeticamente
segrete.
In passato,
Gesù apparve dopo la Sua Resurrezione a due discepoli lungo la
strada per Emmaus, "E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò
loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a Lui (Luca
24,27)... Allora aprì loro la mente all'intelligenza delle
Scritture e disse: -Così sta scritto: il Cristo dovrà
patire e risuscitare dai morti il terzo giorno-" (Luca 24,45-46). Ora,
se Gesù non fosse apparso per spiegare le profezie che Lo
riguardavano, le menti dei Suoi discepoli -e in verità anche le
nostre stesse menti- non sarebbero state aperte alla comprensione delle
Scritture. Allo stesso modo, se Gesù non avesse spiegato
l'Apocalisse, questo "piccolo Libro" sarebbe rimasto inaccessibile per
le nostre menti.
San Pietro
dice a riguardo delle profezie bibliche:
"Sappiate
anzitutto questo: nessuna scrittura profetica va soggetta a privata
spiegazione, poiché non da volontà umana fu recata mai
una profezia, ma mossi da Spirito Santo parlarono quegli uomini da
parte di Dio" (2 Pietro1,20-21).
Noi
sottolineamo il fatto che la spiegazione dell'Apocalisse data qui non
è una "privata spiegazione", ma una rivelazione divina fatta
da Gesù Stesso. L'Apocalisse era ancora oscura prima del 13
Maggio del 1970, poiché gli uomini avevano tentato di spiegarla
con un'iniziativa personale. Non erano inviati da Dio.
Due ragioni
hanno tenuto il segreto dell'Apocalisse ermeticamente chiuso per
così tanto tempo:
1 - Le
profezie apocalittiche non si erano ancora compiute: Molti, riguardo
queste profezie, stavano "cercando di indagare a quale momento
o a quali circostanze accennasse lo Spirito di Cristo", come
disse Pietro (1 Pietro 1,11), ma tutte queste ricerche sono rimaste
senza frutto perché né "il momento", né "le
circostanze" si erano ancora adempiute. Il tempo apocalittico e le
circostanze furono evidenti nel mondo solo dal 1948, quando è
apparsa la Bestia. Allora il Cristo è apparso, il 13 Maggio del
1970, per spiegarle aprendo il "Piccolo Libro".
2 - Il
testo presenta la storia dell'Apocalisse in un modo particolarmente
complicato. Ciò garantisce la sua perfetta segretezza, anche
dopo il ritorno della Bestia. Se Gesù non avesse dato la
"chiave", questo Libro sarebbe rimasto segreto a causa dei tre seguenti
fattori a causa dei quali il messaggio è nascosto:
- Intreccio
tra eventi e protagonisti.
-
Ripetizioni diverse della stessa storia.
- Simboli
differenti per la stessa realtà.
5.2 L'intreccio
Gli eventi
e i protagonisti sono intrecciati, mischiati e non compaiono in modo
organizzato. Il lettore non si deve aspettare una successione logica
degli eventi e dei loro protagonisti. L'intreccio è tale che ci
si sente persi. La bestia, per esempio, è menzionata nel
capitolo 11,7, brevemente e rapidamente, senza una prima presentazione,
come se il lettore dovesse sapere tutto su di essa, cosa che non
è vera. In questo modo, passa completamente inosservata. Poi ne
viene fatta una lunga menzione di nuovo nei capitoli 13 e 17, dove ne
vengono forniti molti dettagli, sottolineando il suo carattere feroce,
la sua pre-esistenza, la sua scomparsa e, alla fine, la sua ricomparsa
con forza in un luogo indicato vagamente e simbolicamente, prima di
scomparire per sempre. Ancora una volta, però, per capire tutto
questo, è necessario possedere "la Chiave". E' per la
spiegazione data da Gesù che uno può -con pazienza-
mettere insieme i pezzi del "puzzle" apocalittico, ogni pezzo nel posto
giusto. Senza questa "Chiave", ci si perde nel labirinto confuso di
questo Santo Libro.
5.3 Le ripetizioni diverse [Ritorno]
Uno stesso
evento è ripetuto molte volte, ma in modo differente ogni volta.
Così è stato per i due sogni del faraone interpretati da
Giuseppe: il sogno delle "sette vacche" e quello delle "sette spighe di
grano". Entrambi i sogni avevano lo stesso significato e annunciavano
sette anni di carestia che sarebbero seguiti a sette anni di buoni
raccolti. Giuseppe spiegò al faraone che "Quanto al fatto che il
sogno del faraone si è ripetuto due volte, significa che la cosa
è decisa da Dio e che Dio si affretta ad eseguirla" (Genesi
41,17-32).
Nell'Apocalisse,
allo stesso modo, se c'è una ripetizione, significa che Dio ha
deciso inesorabilmente di agire contro la Bestia, per ciò ci
sono varie ripetizioni del racconto del suo ritorno e della sua
distruzione.
- Una
prima presentazione degli eventi scorre dal capitolo 4 al capitolo
8,1: Il Signore è sul Suo Trono per giudicare l'umanità
tramite un Libro che Egli tiene chiuso (sigillato con sette sigilli)
nella Sua mano. Nel capitolo 5, l'Agnello (Gesù) viene avanti
per prendere il Libro (Apo.5,7) e nel capitolo 6, Egli rompe i sigilli,
uno dopo l'altro. Quattro cavalli (anch'essi rappresentano la Bestia)
appaiono con i loro cavalieri per uccidere la gente con guerre e
carestie (Apo.6,1-8). Due categorie di persone sono uccise da questi
cavalieri, perché hanno testimoniato la Parola di Dio contro la
Bestia (Apo.6,9-11). Alla fine, Dio risponde alle preghiere delle
vittime della Bestia esprimendo la Sua rabbia contro la Bestia
(Apo.6,12-17). Dopo la caduta della Bestia, comincerà nel mondo
una nuova era (Apo.21 e 22)
- Una
seconda presentazione degli stessi eventi segue immediatamente
sotto simboli diversi. Va dal capitolo 8,2 fino alla fine del capitolo
9. Qui i sette sigilli del Libro sono sostituiti da sette trombe
portate da sette angeli.
Tra questa
seconda presentazione e la terza che segue, compaiono i protagonisti
della storia, in simboli mescolati fra loro, dal capitolo 10 al
capitolo 15,4: l'Angelo, i due Testimoni, il Drago, la Donna, la
Bestia, l'altra Bestia, gli Eletti.
- Una
terza presentazione di questi eventi è ripetuta dal capitolo
15,5 fino alla fine del capitolo16. Il simbolismo differisce ancora dai
precedenti: lì ci sono sette angeli con sette coppe
colme dell'ira di Dio.
Tre diverse
esposizioni che raccontano la stessa storia: ogni sigillo che
è rotto dall'Agnello, ogni tromba che è suonata e
ogni coppa che è vuotata, sono solo espressioni
differenti degli stessi eventi ripetuti sotto simboli diversi.
5.4 I simboli differenti
Gli stessi
protagonisti sono presentati sotto simboli diversi:
La Bestia
dei capitoli 13 e 17 è rappresentata anche da:
- I quattro
cavalli devastatori (Apo.6,1-7).
- I
"pagani" (Apo.11,1).
-
"Babilonia la Grande" (Apo.18,2).
- Le
"nazioni (i pagani) ai quattro punti della terra: Gog e Magog"
(Apo.20,7).
- I simboli
più difficili da capire questo richiede attenzione sono
nel capitolo 17,9-11:
Le "sette
teste (della Bestia) sono sette colli" sui quali siede la
grande prostituta (Gerusalemme è su sette colli: Monte Sion,
Monte Moria etc…17,9). Essi sono anche "sette re"
(Apo.17,10), perché rappresentano tutta la storia passata di
Israele come regno: i 5 che sono caduti rappresentano
la Bestia che "era"; quello (il sesto) ancora esistente (al
tempo di Giovanni) rappresenta gli Ebrei che stavano lottando segretamente
per ristabilire il regno di Israele sotto l'impero romano
-Paolo chiama questo "il mistero dell'iniquità già
all'opera" in 2 Tessalonicesi 2,7- Il settimo, che "non è
ancora venuto e quando sarà venuto, dovrà rimanere
per poco" rappresenta la Bestia di ritorno nel mondo "per
poco…(e che) è ad un tempo l'ottavo re e uno dei sette".
Israele ritornando, ma non come regno, è l'"ottavo", ma
rappresenta quei "sette re" di Israele che sono caduti. Gli Israeliti
sperano ancora di restaurare il Regno di Davide e il Tempio di
Salomone. Continuano ancora a proclamare Gerusalemme la
Città del Re Davide.
Questa
varietà di simboli si applica anche ai numeri: i "42 mesi"
(Apo.11,2) sono anche i "1260 giorni" (Apo.11,3 / 12,6), e il "tempo e
i due tempi e mezzo" (Apo.12,14).
Nel
seguente capitolo viene data una spiegazione maggiore.
CAPITOLO
VI [Ritorno]
SPIEGAZIONE
DEI NUMERI E DEI SIMBOLI
6.1 - Il numero "666"
666
talenti d'oro
Abbiamo
già visto che questo numero si riferisce ai 666 talenti
d'oro che Salomone riceveva ogni anno dai paesi vicini (1 Re 10,10
/ 2 Cronache 9,13). Israele sogna oggi un'entrata annuale di questo
tipo che equivale a circa 17,000 kg d'oro (17 tonnellate!). Una tale
ricchezza, riversata su Israele dagli Arabi (petrolio…) non solo
sosterrebbe in modo considerevole l'economia di Israele, ma manterrebbe
anche il controllo totale di Israele, morale ed economico, sui paesi
arabi e sul mondo intero. Il numero 666 simboleggia le
ambizioni Sioniste, il Grande Israele.
Simbolo
di fallimento
Il numero 6
è il simbolo del fallimento. E' la sorte della stella a 6
punte, simbolo di Israele. In senso profetico, il numero 6 è il
simbolo del male e dell'imperfezione, in contrasto con il numero 7, che
è il simbolo del Bene e della perfezione. Quando Gesù
chiede di perdonare "7 volte o 77 volte" (Matteo 18,21), bisognerebbe
capire che il perdono deve essere concesso pienamente a coloro
che lo chiedono con sincerità, non solo 7 volte in numero, ma
ben oltre, fino al simbolismo del numero 7, che significa perdonare
completamente con tutto il proprio cuore. Allo stesso modo, i "7
sigilli" che chiudono il Libro indicano che il suo segreto è
completamente garantito. Le "7 corna dell'Agnello" indicano che Egli
è Onnipotente e i Suoi "7 occhi" esprimono la Sua perfetta
penetrazione delle anime (Apo 5,6).
Nel
contesto apocalittico, il numero 6, un grado sotto il 7, è
quindi simbolo di fallimento, di un piano abortito che termina in un
tormento eterno, invece di condurre al Riposo perpetuo del "7°
Giorno". Dio ha creato l'universo in sei giorni, ma "il Settimo giorno
Egli si riposò" (Genesi 2,2). Chi è posto sotto il "7"
entra nel Riposo di Dio. San Paolo dice che il "Riposo del Settimo
Giorno" è riservato ai discepoli di Gesù. Egli invita,
quindi, gli Ebrei a credere in Gesù: "Dobbiamo dunque temere
che…qualcuno di voi ne sia giudicato escluso (dal Riposo di
Dio)…E' dunque riservato ancora un Riposo sabatico per
il popolo di Dio (i discepoli di Gesù)…Affrettiamoci
dunque ad entrare in quel riposo…" (Ebrei 4,1-11). Israele e i
suoi alleati, poiché sono segnati dal "6", non saranno
introdotti in questo Riposo eterno dell'animo, che è riservato a
coloro che combattono contro la Bestia.
Gesù
Stesso invita tutti ad entrare in questo Riposo: "Venite a Me, voi
tutti, che siete affaticati ed oppressi, e Io vi
ristorerò…Prendete il Mio giogo sopra di voi…e
troverete ristoro per le vostre anime"(Matteo11,28-29). Noi preghiamo
che gli Ebrei rispondano all'invito di Gesù. Essi capiranno
allora, che il piano Sionista non porta alla pace e alla sicurezza che
stanno cercando e che l'unico e il vero Riposo si trova in Gesù
Cristo.
Coloro che
si rifiutano di andare da Gesù sono condannati ad una stanchezza
eterna; essi sono segnati dal "6", perché non raggiungeranno mai
il Riposo del Settimo Giorno. Ecco perché Dio dice
nell'Apocalisse: "Il fumo del loro tormento salirà per i secoli
dei secoli e non avranno riposo né giorno, né notte
quanti adorano la Bestia"(Apo.14,11).
Mentre
quelli che combattono contro la Bestia, sono coloro che, forse senza
saperlo, praticano "la costanza dei santi, che osservano i comandamenti
di Dio e la fede in Gesù"(Apo.14,12). Essi saranno introdotti
per sempre nel Riposo di Dio:
"Beati
d'ora in poi, i morti che muoiono nel Signore. Sì dice lo
Spirito, riposeranno dalle loro fatiche, perché le loro opere li
seguono"(Apo.14,13).
L'Alleanza
tra i tre protagonisti del male
La tripla
ripetizione del 6 (666) rappresenta i tre protagonisti maligni
alleati: "il Drago", "la Bestia", e "la seconda Bestia". Questi tre
alleati, ognuno simbolicamente marchiato dal "6", sono uniti in un
numero: 666, perché questi tre alleati lavorano insieme per
stabilira l'impero della prima Bestia. Da una parte "il Drago le (alla
Bestia) diede la sua forza, il suo trono e la sua potestà
grande" (Apo.13,2), e dall'altra, anche la seconda Bestia in modo
totale "esercita tutto il potere della prima Bestia in sua presenza"
(Apo13,11-12), con i suoi "dieci re, che hanno un unico intento:
consegnare la loro forza e il loro potere alla Bestia" (Apo.17,12-13).
Questo numero ben rappresenta i tre protagonisti maligni alleati.
La seconda
Bestia è anche chiamata "il falso profeta" (Apo.19,20 / 20,10),
perché profetizza la vittoria della Bestia, cosa che è
falsa! Infatti la vera profezia è che "la Bestia va in
perdizione" (Apo.17,8).
I giornali
del mondo -in particolare quelli del Medioriente- ci informano
continuamente che i capi delle due Bestie continuano a viaggiare per
"radunare i re di tutta la terra", -e in particolare i re Arabi- per
convincerli ad unirsi all'impegno americano pro-israeliano, imponendo
loro la pace con Israele. Questa "falsa pace" finirà con una
guerra predetta simbolicamente chiamata "Armagheddon".
San
Giovanni ha visto questi tre alleati come "tre spiriti immondi -simili
a rane: sono infatti spiriti di dèmoni…vanno a
radunare tutti i re di tutta la terra per la guerra del Gran Giorno di
Dio l'Onnipotente…E radunarono i re nel luogo che -in ebraico-
si chiama Armaghedon" (Apo.16,13). Da notare che questo nome è in
ebraico (Apo.16,16). In questa lingua "Ar-Megiddon" significa
"Montagna di Megiddo" (Ar, in ebraico, significa montagna). Megiddo,
vicino Haifa, è il luogo dove le truppe israeliane furono
completamente distrutte da quelle egiziane nel 609 A.C. (2 Re 23,
28-30/ 2 Cronache 35,19-25). Lì, in Megiddo, il Faraone Necao
uccise il re Giosia in cui gli Israeliani avevano riposto tutte le loro
speranze. Questo fu l'inizio della caduta di Israele. Infatti, circa
venti anni più tardi, Nabucodonosor, re di Babilonia, invase
Gerusalemme e distrusse il Tempio di Salomone, mettendo fine, per la
prima volta, al regno di Israele. Da allora, Megiddo è divenuto
il simbolo di sconfitta e di sterminio di Israele. Dio ha in serbo una
nuova Megiddo, grande quanto una montagna (ar), per la Bestia…e
i suoi alleati.
6.2 - I "42" mesi [Ritorno]
"Alla
Bestia fu data…con il potere di agire per 42 mesi"
(Apo.13,5), "i pagani (la Bestia) calpesteranno la Città Santa
(Gerusalemme) per 42 mesi" (Apo.11,2). Ciò significa che
la Bestia e i pagani (o i gentili) sono la stessa cosa. Dio,
però, manderà i Suoi "due
testimoni…(perché) compiano la loro missione di profeti
(contro la Bestia) per 1260 giorni" (Apo.11,3). Questo vuol dire che i
due testimoni di Dio profetizzeranno contro la Bestia nel periodo in
cui essa (la Bestia) occupa Gerusalemme, perché 42 mesi
equivalgono a 1260 giorni (42x30).
Durante
questo stesso periodo, la "Donna", simbolo degli apostoli
dell'Apocalisse, fugge "per volare nel deserto verso il rifugio
preparato per lei per esservi nutrita (dal Messaggio
apocalittico: Apo.10,9-10) per un tempo, due tempi e la metà di
un tempo lontano dal Serpente (tre tempi e mezzo)" (Apo.12,14). Questi
tre tempi e mezzo sono i "42 mesi" o i "1260 giorni", che equivalgono a
"tre anni e mezzo". Questo stesso periodo è simbolizzato anche
dai "tre giorni e mezzo" (Apo.11,9) e rappresenta il periodo di
tribolazione dei due Testimoni di Dio: "Uomini di ogni popolo,
tribù, lingua e nazione vedranno i loro cadaveri per tre giorni
e mezzo". La televisione ha mostrato a tutto il mondo i cadaveri dei
Palestinesi e dei Libanesi vittime di Israele, trucidati, imprigionati,
cacciati via dalle loro case demolite e dalle loro terre per essere
sostituite da colonie ebraiche.
Dal profeta
Daniele in poi, il periodo di "tre tempi e mezzo" è divenuto
simbolo di periodi di ingiustizia e di persecuzione (vedere Daniele
7,25).
Questo
periodo, presentato in modo diverso tutte le volte, svia il lettore e
contribuisce a rendere impossibile per chiunque la comprensione dei
contenuti apocalittici. La spiegazione è la seguente: la Bestia
deve occupare la Palestina per "42 mesi". Durante questo periodo, che
equivale a 1260 giorni, i due Testimoni di Dio si opporranno. Nel
frattempo, gli apostoli dell'Apocalisse, i figli della "Donna", sono
scelti e tenuti isolati, come in un "deserto", per "essere nutriti" con
il Libro dell'Apocalisse finchè non assimilino il suo Messaggio
(Apo.12,14). Essi sono invitati a prendere questo Libro dalla mano
dell'Angelo che lo tiene aperto e a "mangiarlo" per essere in
grado di "profetizzare ANCORA", con i due Testimoni, "contro molti
popoli e nazioni, e re" alleati della Bestia (Apo.10,8-10).
6.3 - Le "corna"
Le corna
sono simbolo di potenza. Satana appare nell'Apocalisse sotto forma di
un "Drago rosso (furioso), con sette teste e dieci corna e sulle teste
sette diademi (Apo.12,3). Anche la Bestia ha "dieci corna e sette
teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo
blasfemo" (Apo.13,1).
Un
dettaglio importante passa inosservato: la Bestia ha "sette teste e
dieci corna" con diademi sulle "dieci corna", perché il
potere appartiene ai "dieci re", non alla Bestia. Il Drago,
invece, porta i suoi diademi sulle "sue teste", che sono la
sorgente del suo potere. Esso è il re del Male incoronato.
6.4 - I quattro cavalli
I quattro
cavalli del capitolo 6,1-7 sono tutti una stessa persona: essi
rappresentano "la Bestia". Si oppongono ai "4 Esseri Viventi" che
stanno attorno al Trono di Dio (Apo.4,6-8): i 4 Evangelisti. Ogni
Evangelista permette ad uno dei quattro cavalli di "venire" dritto nel
mondo con il suo cavaliere. I 4 Vangeli danno vita al mondo, mentre il
potere dato a questi quattro cavalieri è maligno perché
essi vengono "per sterminare con la spada, con la fame, con la peste e
con le fiere della terra" (Apo.6,8): Le due Bestie dell'Apocalisse.
6.5 - Le armi Apocalittiche [Ritorno]
San
Giovanni vide tre tipi di armi che non esistevano ai suoi tempi: gli
aeroplani, le bombe e i carri armati. Queste armi apocalittiche sono la
forza della Bestia.
Le
"cavallette" (aerei e elicotteri)
Giovanni
vide delle strane "cavallette" comparire per la guerra. Sono aerei e
elicotteri:
"... Dal
fumo uscirono cavallette che si sparsero sulla
terra…Queste cavallette avevano l'aspetto di cavalli pronti per
la guerra (sono armi per la guerra)…il loro aspetto era come
quello degli uomini (sono guidati da uomini)…Avevano il ventre
simile a corazze di ferro (il corpo metallico di un aereo), e il rombo
delle loro ali come il rombo di carri trainati da molti cavalli
lanciati all'assalto (il rumore dei motori posti sulle ali degli
aerei)" (Apo.9,3-11).
Le
battaglie nell'aria sono una dimensione di guerra completamente nuova e
indicano che siamo in tempi profetici. Gli aerei da guerra e gli
elicotteri sono la più grande forza militare di Israele, datagli
dagli U.S.A.
La
"grandine enorme" (le bombe moderne)
Le
micidiali bombe moderne sono rappresentate dalla "grandine enorme", mai
vista al mondo, poiché ogni chicco pesa un talento
(circa 17 kg, il peso delle bombe moderne) causando un terribile
disastro:
"E grandine
enorme del peso di un talento scrosciò dal cielo sopra gli
uomini…era davvero u grande flagello" (Apo16,21).
Questa
grandine enorme compare insieme alle "cavallette" da guerra. Le Bombe
Moderne (al Napalm e bombe dirompenti degne di nota) sono armi
apocalittiche usate ogni giorno da entrambe le Bestie e dai loro
alleati contro coloro che gli resistono. Questo flagello è stato
annunciato dalle profezie per segnalare i tempi apocalittici.
I
"cavalli" (i carri armati)
Giovanni
disse:
"Così
mi apparvero i cavalli (i carri armati) e i cavalieri: questi
avevano corazze di fuoco, di giacinto, di zolfo. Le teste dei cavalli
erano come le teste dei leoni e dalla loro bocca uscivano fuoco, fumo e
zolfo (i cannoni e le mitragliatrici dei carri armati)" (Apo.9,17).
Le profezie
sulla armi apocalittiche non potevano essere comprese prima che queste
armi comparissero, visto che un tale arsenale era inconcepibile al
tempo di Giovanni e di fatto fino all'alba del XX secolo.
6.6 -I luoghi geografici
La
Palestina è il centro principale degli eventi apocalittici. Due
testi attirano la nostra attenzione su questo paese -specialmente su
Gerusalemme, la "Città Santa"- dove la Bestia deve apparire.
-
- "I
pagani calpesteranno la Città Santa per 42 mesi"
(Apo.11,2).
- "Satana
uscirà…per sedurre le nazioni ai quattro punti della
terra…per la guerra…Marciarono su tutta la superficie
della Terra (la Palestina, dove le colonie israeliane ricoprono
l'intero paese) e cinsero d'assedio l'Accampamento dei Santi e la
Città Diletta (Gerusalemme)" (Apo20,7-9).
-
Il paese
dove Satana raduna i suoi uomini è riconoscibile come "la
Città Diletta" o la "Città Santa".
6.7 - Le caratteristiche della Bestia
1 -
Esisteva nel passato, era scomparsa e riapparirà di nuovo.
2 -
Riappare in Palestina con potenza e sembra invincibile.
3 - Ha
subito una ferita mortale dalla quale è guarita.
4 - Ha un
grosso potere internazionale.
5 - E' il
simbolo di un gruppo di uomini.
6 - Una
nazione potente la sostiene e la impone al mondo.
7 - Appare
con aereoplani, bombe e carri armati.
8 -
Causerà spargimento di molto sangue innocente.
9 -
Sostiene che Gesù non è il Cristo.
10-
Sarà distrutta nella guerra di Armaghedòn.
La
presenza, dal 1948, in Palestina dello Stato di Israele, spalleggiato
dagli U.S.A., Stato formato da Ebrei che sono accorsi numerosi "dai
quattro punti della terra" per stabilirsi su tutta l'estensione del
Paese, proclamando Gerusalemme capitale, è un segno della venuta
del tempo apocalittico.
6.8 - La Restaurazione: Un Cielo Nuovo e una Terra
Nuova
Dio
inaugurerà una nuova era nel mondo dopo la caduta della Bestia.
Giovanni ha visto "un Cielo Nuovo e una Terra Nuova" (Apo.21,1). Ha
aggiunto: "E Colui che sedeva sul Trono disse:- Ecco Io faccio Nuove
tutte le cose-" (Apo,21,5). Questo Nuovo Universo era già stato
annunciato da San Pietro:"E poi, secondo la Sua promessa, noi
aspettiamo Nuovi Cieli e una Terra Nuova, nei quali avrà stabile
dimora la giustizia"(2 Pietro 3,13). (Vedere il testo "La Restaurazione
Universale)
Questi sono
gli eventi riportati nel Libro dell'Apocalisse. Ho cercato di spiegarli
in modo semplice e con metodo. Non sono stati rivelati in questa
maniera, perché Dio ha voluto mantenere il Messaggio segreto
(Apo,10,4) fino al compimento delle profezie e alla riapparizione della
Bestia; Egli avrebbe mandato poi il Suo messaggero per rivelare tutto:
"Non mettere sotto sigillo le parole prefetiche di questo Libro,
perché il tempo (del Ritorno di Gesù) è vicino".
Questa segretezza mirava a mettere alla prova l'umanità prima
del ritorno di Gesù (Apo.3,10-11).
Gesù
sta ora mettendo alla prova i cuori degli uomini: "Io sono Colui che
scruta gli affetti e i pensieri degli uomini" dice Gesù
(Apo.2,23). Gli eletti sono coloro che si mettono dalla parte della
Giustizia combattendo con coraggio e con determinazione contro la
Bestia, anche a costo delle loro stesse vite. Essi stabiliscono, con la
loro resistenza contro l'Anticristo, il Regno di Dio e del Suo Messia
sulla terra:
"Ora si
è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la
potenza del suo Cristo, poiché è stato precipitato
l'accusatore dei nostri fratelli (i due testimoni). Ma essi lo hanno
vinto per mezzo del sangue dell'Agnello e grazie alla testimonianza del
loro martirio; poiché hanno disprezzato la loro vita fino a
morire" (Apo.12,10-11).
L'Apocalisse
narra la storia del ritorno di Israele e della sua condanna finale. La
sua caduta dimostrerà la potenza e la gloria del Messia,
Gesù di Nazaret. Il Suo Regno rimarrà questa volta per
sempre sulla terra.
6.9 - Il Regno di Dio sulla Terra
La
settima tromba risuona: annuncia lo stabilirsi del Regno di Dio e di
Gesù sulla terra dopo la caduta dell’Anticristo:
“Il settimo angelo suonò la tromba e nel cielo echeggiarono voci
potenti che dicevano: Il Regno del mondo appartiene al Signore nostro e
al suo Cristo: Egli regnerà nei secoli dei secoli” (Ap.11,15).
La Luce divina, spenta dal Drago e dalla Bestia, risplenderà di nuovo
nei cuori assetati di Verità e d’amore. Essi vivranno con Dio in loro e
saranno il Tempio di Dio. Ecco perché l’Apocalisse dice:
- “Al vincitore darò la manna nascosta e una pietruzza* bianca sulla quale sta scritto un nome nuovo,
che nessuno conosce all’infuori di chi la riceve”
(Ap.2,17). “Nessuno conosce” questo nome perché
è discreto e intimo.
* Certe Bibbie traducono “sasso bianco” al posto di
“pietra bianca”. “Sasso” è la traduzione della parola greca “psyfon”,
la lingua nella quale l’Apocalisse fu scritta. Ora, in greco questa
parola significa “sasso” o “pietra”. E’ con la parola “pietra” che va
tradotta (così come traduce giustamente la Bibbia TOB, Traduzione
Ecumenica della Bibbia) perché la parola “sasso” non può servire
all’edificazione di una costruzione.
La parola “pietra”, per di più, ha una risonanza profetica ed
evangelica che non viene evocata dalla parola sasso. Gesù dicendo a
Pietro: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa”
(Mt.16,18), ha consacrato questa parola. Gesù la riprende
nell’Apocalisse per edificare la sua Chiesa immateriale della fine dei
tempi. Questa non è un edificio materiale, il mio rappresenta gli
Apostoli dell'Apocalisse, misera di edificazione del Tempio Spirituale
formato da essi e da tutti quelli che credono al messaggio apocalittico
come rivelato da Gesù al suo inviato. Questi, difatti, sono considerati
come “pietre viventi” del Tempio Spirituale, non materiale, della
Gerusalemme Celeste di cui Gesù è la “pietra angolare” (Leggere 1
Pietro 2,4-5: “Anche voi venite impiegati come pietre vive…”. Leggere anche 1 Corinzi 3,16 / 6,13-20 / 2 Corinzi 6,16 / Efesini 2,20).
Nell’Apocalisse, Gesù qualifica anche il credente vincitore “colonna
nel Tempio del Mio Dio” (Ap.3,12). L’Apocalisse conferma questo nuovo ordine mondiale che dona ai testimoni di Gesù un nome nuovo (Ap.2,17):
- “Vidi poi un Cielo nuovo e una Terra nuova, perché
il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare (simbolo della
Bestia che sale dal mare: Ap.13) non c’era più (perché questa Bestia
“va in perdizione”: Ap.17,8- e non ritornerà mai più: Ap.20,10)… Questa
sarà la parte del vincitore: Io sarò il suo Dio ed egli sarà mio
figlio… Non vidi alcun Tempio in essa perché il Signore Dio,
l’Onnipotente, e l’Agnello sono il suo Tempio…” (Ap.21).
- “Chi ha sete venga; chi vuole attinga gratuitamente l’Acqua della Vita” (Ap.22,17).
Padre, che il tuo Regno venga, che la tua volontà sia fatta sulla terra come in cielo. Amen!
“Oh sì, vieni Signore Gesù! Vieni!! Amen! Amen!” (Ap.22,17).
E “chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese” (Ap.2,7 / 2,17 / 2,29 / 3,6…).
Pietro II
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